Bar di Rio nuovo 'barometro' della tolleranza razziale in Brasile

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I tradizionali bar di Rio de Janeiro, epicentro turistico del Brasile e punto d'incontro per viaggiatori provenienti da tutto il mondo, sono diventati inaspettatamente un barometro della tolleranza razziale nel Paese. Questa settimana riprende il processo contro la cittadina argentina accusata di razzismo in un locale della Zona Sud carioca, mentre in un altro bar, nella zona centrale della metropoli, i proprietari sono stati multati per aver vietato l'ingresso a cittadini americani e israeliani.
    Il caso della turista argentina Agostina Páez, accusata di incitamento all'odio razziale nei confronti dei dipendenti di un bar a Ipanema, "ha attirato l'attenzione internazionale", ha sottolineato la procuratrice di Rio, Fabiola Tardin. Anche per questo non sono passati inosservati gli episodi di discriminazione ai danni di turisti americani e israeliani da parte di due bar di Rio. In particolare il Partisan, situato nel quartiere bohémien di Lapa, nel centro cittadino, frequentato da studenti e intellettuali. Il locale aveva affisso all'ingresso una lavagna su cui era scritto in inglese che "americani e israeliani non sono benvenuti". Il proprietario, Thiago Braga Vieira, noto per le sue posizioni di sinistra secondo il sito web Metrópoles, ha ricevuto una multa di 9.400 reais (circa 1.900 dollari) per violazione delle leggi antidiscriminazione.
    In compenso, il bar ha aumentato di sei volte il numero dei suoi follower sui social dopo l'accaduto e ha lanciato una campagna sul web per raccogliere il denaro necessario a pagare la multa.
   
   

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