Andato via del Bayern anche a causa del boom del suo compagno, il fantasista tedesco sta stupendo alla Juve tra Serie C e Primavera
È presto, molto presto, ma Adin Licina non vuole assolutamente perdere tempo. Talento tedesco classe 2007, è alla Juventus da inizio febbraio, strappato al settore giovanile del Bayern Monaco con l'accordo di una percentuale sulla rivendita e la possibilità di pareggiare le offerte economiche di altri club. Lì in Baviera è cresciuto tantissimo nel corso degli anni, però le sue ambizioni da prima squadra sono rimaste un po’ soffocate dall’esplosione di un altro giovane a cinque stelle che si muove tra la trequarti e la fascia destra, Lennart Karl. Così Licina si è guardato intorno e ha trovato una Signora pronta ad accoglierlo e a farne – potenzialmente – un calciatore fatto e finito: dopo tutto, nel 2022 Kenan Yildiz aveva percorso la stessa tratta tra la Baviera e il Piemonte. E ora sappiamo dov'è.
i primi lampi
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Nessun paragone tra i due, sarebbe sciocco, però Madre Natura è stata generosa anche con Licina in quanto a qualità tecnica. Da subito aggregato alla Next Gen in Serie C, finora il 19enne tedesco ha giocato tre spezzoni di partita dalla panchina più un match da titolare con la Primavera. Risultato: i tifosi bianconeri più attenti ai giovani talenti di casa stanno già dando di gomito con amici e conoscenti per raccontare che un campioncino si comincia a intravedere in quelle giocate. Ala destra, Adin in campo sta condendo le sue prime apparizioni con sgasate, tocchi di suola e quel pizzico di leziosità che a Torino bisogna sempre saper dosare, ma anche voglia di abbassarsi o accentrarsi se di aiuto alla squadra. Se nella sfida al Cagliari con i pari età ha dato l'impressione di essere di un altro livello rispetto alla categoria, con la fisicità della Serie C il passo è comprensibilmente più impegnativo. Lo aiuteranno gli allenamenti della Prima Squadra a cui di tanto in tanto prende parte e lo aiuterà senza dubbio quell’atteggiamento serio e inquadrato – forse anche un po' timido – che sta caratterizzando il suo inserimento graduale nel mondo bianconero. Senza fretta.
lingua e manuale
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Di certo, sarebbe un errore non monitorare i prossimi passi di Licina, perché Luciano Spalletti già lo conosce e chissà che in estate non finisca per lavorare con più continuità con Yildiz, Vasilije Adzic e gli altri compagni più esperti della rosa. Intanto in queste prime settimane l'ala mancina – che ama giocare a destra – si sta appoggiando all’austriaco David Puczka con cui condivide la lingua tedesca: è un ragazzo che già respira l’aria della Signora da quasi due anni e che potrà aiutarlo con qualche dritta da insider. Finora, Licina segue il manuale "alla Yildiz": pochi fronzoli, testa focalizzata sul campo di allenamento e obiettivo preciso. Dare tutto per conquistare il grande calcio. A queste latitudini qualcuno ci è già riuscito.
fuori dal campo
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Se non fosse per il baffetto e per quei capelli lunghi a completare un look che difficilmente passa inosservato, Licina sembrerebbe un diciannovenne qualsiasi e questo aspetto gioca a suo favore perché si affianca a quell'atteggiamento serio e focalizzato che gli viene riconosciuto alla Continassa. Adin vive da solo a Torino, ma ogni tanto dalla Germania arriva suo fratello a fargli sentire la vicinanza della famiglia. Altrimenti, palla agli amico. Gli impegni di squadra lo assorbono, ma allo stesso tempo se c'è da svuotare la testa nel tempo libero, il tedesco non si tira infatti indietro: il più classico svago dei videogiochi, ovviamente, ma anche la moda lo appassiona parecchio e da questo punto di vista l'Italia è destinazione stimolante. E se vuole scaricarsi con un altro sport, c'è sempre il padel con gli amici dove - si spera - può lasciarsi prendere dal fattore ludico e non agonistico. Per la fame di vittorie, c'è la maglia bianconera...









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