Con "un quadro economico solido,
nonostante la normalizzazione della crescita", le imprese
familiari italiane "continuano a dimostrare una elevata capacità
di tenuta in un contesto macroeconomico incerto". L'Osservatorio
Aub, promosso dall'associazione delle aziende familiari Aidaf,
UniCredit, e cattedra Aidaf-Ey di Strategia delle Aziende
Familiari dell'Università Bocconi, con il sostegno di Angelini
Industries, Borsa Italiana e Ey, "mostra che, dopo il rimbalzo
post-pandemico, la crescita dei ricavi ha avviato una fase di
normalizzazione, attestandosi nel 2024 su valori lievemente
negativi (-1,2%), in linea con il rallentamento del ciclo
economico". Si conferma "un vantaggio strutturale rispetto alle
aziende non familiari, sia in termini di crescita cumulata, sia
di redditività".
Il XVII rapporto dell'Osservatorio Aub, che monitora tutte le
aziende italiane con un fatturato di almeno 20 milioni (23.578,
di cui il 66% a controllo familiare), che verrà presentato oggi
alle 17.00 a Milano a Palazzo Mezzanotte, evidenzia che "gli
investimenti restano sostenuti: nel 2024 le immobilizzazioni
delle imprese familiari crescono del 9,2%, confermando una
propensione all'investimento superiore a quella delle imprese
non familiari. Anche la redditività operativa, pur in lieve
flessione rispetto al 2023, si mantiene su livelli superiori al
periodo pre-Covid, mentre la struttura finanziaria appare
complessivamente solida, con un indebitamento contenuto e una
quota crescente di aziende con posizione finanziaria netta
positiva". In questo quadro "di stabilità economico-finanziaria"
il rapporto evidenzia "l'accelerazione dei passaggi
generazionali, l'evoluzione delle famiglie proprietarie e il
crescente ricorso a modelli di mentoring tra generazioni": i
dati "mostrano famiglie numerose e strutturate: oltre l'80%
presenta più di un figlio, spesso di genere diverso, con una
media di 2,5 potenziali successori per famiglia", una "pluralità
amplia" che "rende più complessa la scelta del leader,
trasformando il passaggio generazionale da un evento
prevalentemente anagrafico a un vero processo decisionale
strategico". Dal 2010 a oggi - viene indicato - sono stati
osservati quasi duemila passaggi generazionali, con una forte
accelerazione a partire dal 2020. La guida dell'impresa viene
trasferita mediamente quando la generazione senior ha circa 75
anni, i successori entrano al vertice intorno ai 45 anni dopo
lunghi percorsi di affiancamento.
"Il passaggio generazionale - evidenzia Cristina Bombassei,
presidente di Aidaf - è una responsabilità importante. Ci piace
chiamarla 'transizione generazionale', più che passaggio. La
successione non è solo un trasferimento di ruoli, ma può
diventare una vera occasione di rilancio. Con l'ingresso della
NextGen arrivano nuove sensibilità, competenze aggiornate e un
approccio più strutturato alla gestione e alla governance.
L'Osservatorio fotografa una realtà chiara: i risultati migliori
in termini di redditività e di crescita arrivano quando la
famiglia riesce a integrare tradizione e meritocrazia,
scegliendo sulla base di competenze e preparazione".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

1 giorno fa
4










English (US) ·