La Regione Lombardia ha identificato un caso di infezione da virus influenzale A(H9N2) di origine animale (aviaria) a bassa patogenicità, in una persona fragile con malattie concomitanti proveniente da un paese extraeuropeo dove ha contratto l'infezione, e attualmente ricoverato. Lo rende noto il ministero della Salute. Si tratta del primo caso umano del ceppo di influenza aviaria H9N2 rilevato in Europa. Sulla base delle informazioni scientifiche ad oggi disponibili, spiega il ministero in una nota, il contagio avviene tramite esposizione diretta al pollame infetto o ad ambienti o materiali contaminati. I casi umani sono caratterizzati da malattia lieve e non è stata mai riportata trasmissione da persona a persona. Tutte le verifiche previste sono state tempestivamente effettuate e i contatti del caso sono stati individuati, nell'ambito delle ordinarie attività di prevenzione e sorveglianza. “L'individuazione del primo caso europeo di influenza H9 in Lombardia non deve essere motivo di allarme per la popolazione”, ha spiegato l'assessore al Welfare della Lombardia Guido Bertolaso. Il caso accertato in Lombardia di influenza aviaria A-H9N2 riguarda “un ragazzo rientrato dall'Africa e ricoverato alcune dopo il suo arrivo a Milano Malpensa”.
Ministero, Regioni e Iss: “Situazione costantemente monitorata”
Il ministero della Salute ha immediatamente attivato il coordinamento con la Regione Lombardia, l'Istituto Superiore di Sanità e il gruppo degli esperti di laboratorio di riferimento nazionale e ha garantito il raccordo e l'aggiornamento degli organismi internazionali competenti. “Attualmente non si rilevano criticità e la situazione - conclude il ministero - è costantemente monitorata”. “Grazie alla rete di sorveglianza epidemiologica attiva sul territorio regionale, è stato identificato in un paziente proveniente dall'estero il primo caso europeo di influenza aviaria di sottotipo H9. Il paziente è attualmente ricoverato in isolamento all'ospedale San Gerardo di Monza. Oltre al trattamento per l'infezione virale, l'equipe medica sta gestendo altre patologie concomitanti di cui il soggetto soffre”, avverte l'assessore regionale al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso. La Regione, si legge in una nota, ha immediatamente attivato le procedure di coordinamento con il ministero della Salute e l'Istituto superiore di sanità (Iss) “per garantire il massimo rigore nella gestione del caso e nel monitoraggio dei contatti”. L'indagine epidemiologica, spiega Bertolaso, “è stata condotta tempestivamente da Ats Brianza, mentre le analisi molecolari che hanno permesso l'esatta individuazione del virus sono state eseguite dall'università Statale di Milano e confermate dal Centro regionale Malattie infettive (composto dalla Direzione generale Welfare - Unità operativa Prevenzione di Regione Lombardia, Asst Fatebenefratelli-Sacco e San Matteo di Pavia) e dall'Iss”, Istituto superiore di sanità.
Pregliasco: “Episodi che sono campanello d'allarme”
L'influenza aviaria è una “malattia tipica dei polli che purtroppo è stata trasmessa ad un essere umano”, ha evidenziato Bertolaso. “Il ragazzo ha delle patologie concomitanti anche abbastanza serie - ha spiegato - questo probabilmente avrà influito nel contrarre anche questa patologia, ma contrariamente a quanto accade in casi del genere, pur essendo un soggetto affetto da altre patologie, l'influenza aviaria non ha creato alcun pericolo di vita per questo ragazzo. È un caso a bassa patogenicità”. “In altre parti del mondo questi casi sono stati già registrati, mai successo in Europa“E' un evento che richiede attenzione senza però allarmismo. I casi di trasmissione all'uomo di influenza aviaria, pur rari, sono monitorati da anni e rientrano nei sistemi di sorveglianza già attivi. È fondamentale rafforzare il tracciamento epidemiologico e mantenere alta la vigilanza soprattutto nei contesti a rischio, come gli allevamenti”, sottolinea Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale, in riferimento al primo caso in Europa di infezione da virus influenzale A(H9N2) di origine animale (aviaria) accertato in Lombardia. “Per ora non ci sono evidenze di trasmissione sostenuta tra esseri umani, ma questi episodi sono un campanello d'allarme sull'evoluzione dei virus influenzali. La collaborazione tra sanità pubblica, veterinaria e istituzioni - conclude Pregliasco - è la chiave per prevenire eventuali criticità”.
Le linee guida aggiornate dell'Iss: cosa sapere
Con il termine influenza aviaria si definisce una infezione virale che si verifica principalmente negli uccelli. In particolare - spiega l'Iss nelle sue linee guida appena aggiornate - , gli uccelli selvatici, soprattutto acquatici, sono il veicolo principale di diffusione di questi virus, che poi possono essere trasmessi, ad esempio, agli animali da allevamento, provocando danni economici ingenti, e, sporadicamente, all'uomo. I virus aviari hanno una grande capacità di mutare e, recentemente, alcuni di questi ceppi virali sono stati trasmessi anche ai mammiferi, tra cui bovini, e animali da compagnia, in particolare gatti. Ma è pericolosa per l'uomo? La maggior parte dei virus aviari è relativamente innocua per l'uomo, tuttavia qualche ceppo virale può presentare mutazioni che aumentano il potenziale di infettare altre specie, compreso l'uomo. I casi umani possono essere asintomatici o con sintomi lievi. Al momento non c'è nessuna conferma della possibilità di una trasmissione da uomo a uomo dei virus aviari. Secondo l'ECDC americano, ad oggi il rischio infezione per la popolazione generale è basso e può diventare moderato solo per i lavoratori o altro personale esposto in un allevamento in cui siano presenti casi confermati.










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