Auto nuova: servono almeno 11 stipendi per comprarla

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L'indagine Bain & Company con Aniasa rivela il cambiamento nelle possibilità di acquisto degli italiani: l'auto è ancora una priorità, ma più della metà delle persone deve rimandare l'acquisto per i costi elevati

Alessandro Follis

29 giugno - 08:46 - MILANO

Il mercato dell'auto nuova in Italia è in rallentamento da tempo e il prezzo d'acquisto sempre più elevato anche dei modelli di ingresso è senza dubbio un fattore significativo, se unito anche alla media degli stipendi che rimane fissa negli anni. Un dato significativo emerso dal sondaggio condotto da Bain & Company con Aniasa, l'associazione che rappresenta il settore dei servizi per la mobilità, è proprio questo: dal 2013 a oggi il prezzo d'acquisto di un'auto nuova è salito del 52%, mentre gli stipendi solo del 29%. A contribuire all'aumento dei costi sono stati gli effetti della pandemia e la crisi delle catene di approvvigionamento, ma anche le dotazioni di sicurezza maggiori e lo spostamento del mercato verso segmenti superiori, con il graduale abbandono delle utilitarie. Eppure, il 76% degli intervistati dichiara di usare abitualmente l'auto, che resta quindi un pilastro centrale di ogni famiglia. Se nel 2000 erano sufficienti 5 mensilità di stipendio per poter acquistare un'auto nuova, secondo il sondaggio oggi ne servono almeno 11. Questo ha portato il 59% degli italiani a non considerare o a dover rimandare l'acquisto, mentre uno su dieci ha rinunciato del tutto.

Incertezza economica

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L'aumento dei prezzi delle auto nuove non è però l'unica ragione per cui gli italiani le acquistano di meno: la preoccupazione principale che li frena è l'incertezza sulle proprie condizioni economiche e prospettive di reddito, indicata dal 36% degli intervistati. Inoltre, il 25% sostiene di attendere incentivi e sconti, indicandoli come motivi essenziali per rimandare l'acquisto e attendere condizioni di mercato più favorevoli. Per quanto riguarda invece la diffusione della mobilità elettrica, il maggior fattore di dubbio da parte del pubblico è il costo percepito, che frena il 51% degli intervistati, seguito dal timore per le infrastrutture di ricarica (28%) e solo per il 7% la passione per le motorizzazioni tradizionali. In un contesto così incerto, le soluzioni di mobilità alternativa come il noleggio possono essere interessanti, come ha sottolineato il presidente di Aniasa Italo Folonari a margine della pubblicazione della ricerca.

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