Futuro rimandato a fine stagione per il tecnico. D’Amico in uscita: in pole c’è l’ex Napoli e Juve. Con il Milan per avvicinarsi alla nona partecipazione europea dal 2016-17
Davide Giovanzana
10 maggio - 12:10 - MILANO
Nelle ultime nove stagioni, l’Atalanta ha mancato l’accesso alle competizioni europee una sola volta, quando nel 2021-22 chiuse il campionato all’ottavo posto. Segno evidente di come, con i Percassi alla guida, la Dea abbia cambiato radicalmente la sua dimensione. Confermarsi in Europa per i nerazzurri è naturalmente l’obiettivo principale di questo finale di stagione. Un obiettivo che dipende sì dall’esito della finale di Coppa Italia - in caso di vittoria dell’Inter il settimo posto garantirebbe l’accesso ai preliminari di Conference League - ma anche e soprattutto dalle ultime tre partite di campionato. Per invertire un trend negativo, con due sole vittorie negli ultimi due mesi (contro Lecce e Verona), stasera in casa del Milan, dove la Dea non perde da più di 1000 giorni, serve una prestazione da Atalanta.
ancora scamacca
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E per continuare la buona tradizione meneghina, serve anche ripartire dai gol, quelli che sono mancati nell’ultimo periodo: "Nell’ultimo mese e mezzo - ha sottolineato Raffaele Palladino ieri in conferenza - siamo stati poco precisi nell’ultimo passaggio e nella stoccata finale, per questo in settimana ho tartassato i ragazzi sulle conclusioni e sull’attacco all’area di rigore". Zona che stasera sarà di competenza di Gianluca Scamacca, favorito su Nikola Krstovic dopo l’esperimento fallito del doppio centravanti provato nello 0-0 contro il Genoa, con alle spalle Giacomo Raspadori e uno tra Samardzic e l’ex di giornata Charles De Ketelaere, con il serbo in leggero vantaggio per una maglia da titolare. Con Palladino alla guida, l’Atalanta non ha mai terminato due partite di fila in campionato senza segnare, così come non è mai rimasta senza vincere per cinque sfide consecutive. Portare a casa punti da San Siro e blindare il settimo posto europeo, Lazio permettendo, è troppo importante. Anche e soprattutto in chiave futuro.
D'amico ai saluti
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Un futuro che potrebbe vedere un cambiamento importante nell’organigramma dirigenziale del club. L’esperienza in nerazzurro del direttore sportivo Tony D’Amico sembra infatti essere vicina a concludersi. Arrivato a Bergamo nell’estate 2022 per sostituire Sartori dopo un’esperienza di quattro anni all’Hellas Verona, D’Amico si è calato benissimo nel mondo Atalanta, portando a Zingonia giocatori come Ederson, Hojlund, Lookman, Scamacca e De Ketelaere e contribuendo al raggiungimento del traguardo più importante di sempre nella storia del club: l’Europa League vinta nella magica notte di Dublino il 22 maggio 2024, grazie proprio a una tripletta di Ademola Lookman. Per sostituirlo e aprire un nuovo ciclo, l’Atalanta sta pensando di portare a Bergamo Cristiano Giuntoli, al momento senza squadra dopo il turbolento addio alla Juventus la scorsa estate. Una scelta che, indipendentemente dal nome, va presa subito, in modo tale da cominciare il prima possibile la programmazione per la prossima stagione. Una stagione nella quale la partecipazione o meno alla Conference League è fondamentale anche per un altro futuro, quello del tecnico Raffaele Palladino, che con l’Atalanta ha firmato a fine novembre un contratto fino al 2027 e che ieri ha confermato di "trovarsi benissimo a Bergamo". Il club, dopo averlo incontrato a inizio aprile per parlare di un eventuale rinnovo, ha però rimandato tutti i discorsi del caso a fine stagione. L’Europa, in sostanza, sposta parecchio. Per tutti.







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