Assicurazione Rc auto, perché può anche raddoppiare sullo stesso veicolo

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Stessa auto, stesso valore, ma premi molto diversi. Il costo dell’Rc auto non dipende dal veicolo in sé, bensì dal profilo dell’assicurato: classe di merito, residenza, esperienza e utilizzo del mezzo spiegano perché, a parità di auto, la polizza può anche costare il doppio

Giuseppe Biondo

26 gennaio - 17:03 - MILANO

Stessa auto, stessa copertura, proprietari diversi. Uno paga 370 euro all'anno, l'altro oltre 700. Nessun errore e nessuna "furbata" delle assicurazioni, solo normali dinamiche previste dalla normativa che incidono sul premio delle polizze Rc auto, e dunque pienamente legittime. Una differenza di prezzo che pesa sul bilancio degli automobilisti e che, pur risultando poco intuitiva, ha spiegazioni precise. L'assicurazione Rc, infatti, non è legata al veicolo in sé, ma, dovendo risarcire i potenziali danni a terzi causati dal proprietario, ha un costo proporzionato al rischio associato a quel profilo. A parità di auto, così, le differenze possono essere notevoli.

CLASSE DI MERITO

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Il parametro principale per calcolare il premio della Rc auto è la classe di merito universale (Cu) dell'assicurato. Il meccanismo è quello del bonus/malus, che premia gli automobilisti virtuosi e penalizza i meno diligenti. La classe di merito viene aggiornata a ogni rinnovo: chi non ha provocato incidenti scende di classe, chi invece ha causato un sinistro con colpa sale di classe. Alle classi inferiori sono associati premi più bassi. Un incidente con colpa (quale che sia il risarcimento pagato dalla compagnia) può avere ripercussioni importanti sul premio delle annualità successive. Così, a parità di auto e di proprietario, dalla sola classe di merito possono dipendere centinaia di euro di differenza sul premio della Rc auto. La storia assicurativa dell'automobilista è contenuta nell'attestato di rischio, il documento che accompagna ogni polizza Rc e che riporta i sinistri degli ultimi anni, determinando la classe di merito valida anche in caso di cambio compagnia.

RESIDENZA

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Per quanto non sia piacevole ammetterlo, ci sono città dove mediamente si verificano più incidenti che in altre. Sono numeri, rilevazioni statistiche, basi sulle quali le compagnie calcolano il premio della Rc. Perciò, a parità di auto e di proprietario, chi risiede in città con un tasso di incidentalità più elevato paga, in media, un premio più alto. Nella comunicazione statistica 4/2025, l'Ivass rileva che malgrado la situazione sia migliore rispetto a una decina di anni fa, permane un marcato divario territoriale: un assicurato che risiede a Napoli paga in media 262 euro in più di uno che vive ad Aosta. È solo il caso più eclatante: in genere gli assicurati del centro-sud Italia pagano premi più alti rispetto al nord.

ESPERIENZA

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Età ed esperienza incidono in modo importante sul premio della Rc auto. Anche qui, a dettare la misura è il rischio. I giovani, e più in generale i neopatentati, sono mediamente coinvolti in un maggior numero di sinistri, con danni provocati (e relativi risarcimenti) più elevati. Nel determinare il premio della Rc auto, le compagnie sono obbligate dal sistema normativo a basarsi su criteri statistici e dunque oggettivi, non su valutazioni arbitrarie. E i dati non tendono la mano ai conducenti giovani o con poca esperienza, perciò possono pagare un premio anche doppio, a parità di auto, rispetto a un conducente con maggiore esperienza.

UTILIZZO

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A incidere sul costo della Rc auto è anche l’utilizzo del mezzo, se si tratta cioè di un veicolo a uso professionale o privato. La logica è sempre la stessa, il rischio: al crescere del tempo trascorso in strada dall’auto e della percorrenza annuale, aumenta il rischio statistico considerato nella determinazione del premio.

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