Inizia il rientro dopo il sorvolo storico: superati i 406.000 km dalla Terra. Emozione per l'eclissi solare dallo spazio profondo e il tributo a Carroll Wiseman.
Una spettacolare veduta della Terra scattata dall'astronauta e comandante di Artemis II, Reid Wiseman, attraverso l'oblò della capsula Orion il 2 aprile 2026. L'immagine è stata catturata subito dopo la manovra di iniezione translunare (TLI), il momento in cui l'equipaggio ha abbandonato definitivamente l'orbita terrestre per fare rotta verso la Luna. Getty Images
La missione Artemis II ha ufficialmente iniziato la sua manovra di ritorno dalla Luna. La capsula Orion, ribattezzata Integrity, sta ora sfrecciando verso la Terra dopo aver riscritto la storia dell'esplorazione spaziale nelle ultime 24 ore. L'uscita definitiva dalla sfera di influenza gravitazionale lunare è prevista per questa sera alle 19:25 (ora italiana): da quel momento, sarà la gravità terrestre a richiamare a sé i quattro astronauti per l'ammaraggio finale del 10 aprile.
Una notte da record: oltre l'Apollo 13
La notte tra il 6 e il 7 aprile rimarrà negli annali. Alle 01:07, l'equipaggio ha raggiunto la distanza massima mai toccata da esseri umani: 406.000 km dalla Terra. Un primato che ha mandato in soffitta il vecchio record dell'Apollo 13 che resisteva dal 1970.
Poco prima, alle 01:02, Orion aveva sfiorato la superficie lunare a soli 6.550 km di quota. Il momento forse più suggestivo è arrivato però tra le 02:35 e le 03:32, quando Wiseman, Glover, Koch e Hansen hanno assistito a un'eclissi solare totale vista dallo spazio profondo: il Sole è scomparso dietro il disco nero della Luna, rivelando una corona solare di una nitidezza impossibile da percepire dal nostro pianeta.
Il sorvolo e il tributo ai crateri
Il pomeriggio del 6 aprile è stato dominato dall'emozione e dalla scienza. Durante le sette ore di osservazioni ravvicinate, l'equipaggio ha individuato due crateri senza nome, avanzando una proposta ufficiale all'Unione Astronomica Internazionale: Integrity, in onore della loro navicella, e Carroll, per ricordare Carroll Taylor, moglie del comandante Reid Wiseman, morta nel 2020.
L’ultimo raggio: il momento finale dell'eclissi solare mozzafiato catturata dagli astronauti di Artemis II mentre Orion si trovava nel punto di massimo allineamento tra la Luna e il Sole. © Nasa
A rendere il clima ancora più solenne è stato il messaggio postumo di Jim Lovell (leggenda dell'Apollo 8 e 13, mancato nel 2025), trasmesso in cabina poco prima del sorvolo: "Benvenuti nel mio vecchio quartiere... non dimenticate di godervi il panorama".
La risalita verso la Luna
Il viaggio era entrato nel vivo nella notte tra il 5 e il 6 aprile, quando la capsula aveva varcato la "sfera d'influenza" lunare. Erano stati giorni di test intensi, ma non privi di imprevisti "terreni": l'equipaggio ha dovuto gestire un guasto al sistema di scarico della toilette, causato da un blocco di ghiaccio. Il problema, che ha richiesto l'uso di kit di emergenza, è stato parzialmente risolto orientando Orion verso il Sole per sciogliere l'ostruzione.
Nonostante questo, l'umore è rimasto altissimo, sostenuto da canzoni come Working Class Heroes e dalle spettacolari prove di pilotaggio manuale effettuate da Christina Koch e Jeremy Hansen.
Il lancio: l'inizio di una nuova era
Tutto era iniziato il 1° aprile alle 00:35, quando il gigantesco razzo SLS aveva illuminato il cielo della Florida. Dopo oltre mezzo secolo anni, l'umanità ha scelto di lasciare l'orbita bassa terrestre con la manovra di iniezione translunare (TLI).
Ora, con il "bottino" di foto e dati scientifici al sicuro, Integrity punta verso il Pacifico. L'appuntamento con la storia si sposta a venerdì prossimo al largo di San Diego.
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