Il bomber del club ligure che ha conquistato la C, da ragazzo ha indossato le maglie di Vicenza e delle giovanili della Juve dove spesso si allenava con la prima squadra: "Una volta, Evra aveva bisogno di provare le sfide uno contro uno per recuperare da un infortunio, vinceva sempre lui. Che festa ora con un club che ha 113 anni di storia"
Oscar Maresca
29 aprile - 17:13 - MILANO
Davide Arras ha segnato gol a raffica nelle giovanili di Vicenza e Juventus. Negli anni in bianconero si è allenato con Tevez, Llorente, Morata. È pure finito nel giro delle nazionali giovanili insieme a Locatelli e Cutrone. Oggi è il bomber del Vado, il club ligure tornato tra i professionisti dopo 78 anni: “Eravamo i favoriti, abbiamo vinto il nostro girone chiudendo davanti al Ligorna. È stata una battaglia fino alla fine. Sono arrivato in Liguria la scorsa estate dopo l’esperienza al Pro Palazzolo. Non avevo mai vinto un campionato in D, stiamo festeggiando questa promozione da giorni”. La formazione di mister Marco Sesia ha superato 5-0 il NovaRomentin conquistando la Serie C con due turni d’anticipo: “Questa società ha una storia lunga 113 anni. Nel 1922 il Vado è stato il primo club a vincere la Coppa Italia battendo 1-0 l’Udinese. Era addirittura dal 47/48 che la squadra non giocava tra i professionisti. Il merito è della straordinaria forza del gruppo e dell’ottima gestione del presidente Franco Tarabotto”.
A 80 anni è il primo tifoso del Vado.
“Guida il club dal 2013, ci ha creduto fin da subito investendo tantissimo. In questa stagione ha scelto di esonerare mister Roselli a dicembre con la squadra prima in classifica. Una decisione coraggiosa. Poi con mister Sesia abbiamo raggiunto questa incredibile promozione”.
Alla Juve sono partito dall’U17, poi ho giocato in Primavera con Grosso. Un allenatore eccezionale. In quel gruppo c’era anche Kean, nei primi sei mesi era il mio sostituto"
Qual è stato il punto di svolta?
“Il pareggio contro la Cairese e il successivo cambio di guida tecnica. L’ambiente era preoccupato, noi giocatori invece eravamo sicuri di poter vincere il campionato”.
In questo campionato ha raggiunto la doppia cifra: 12 reti in 29 partite.
“Ho ritrovato confidenza con il gol, non segnavo così tanto dalle 16 reti realizzate con la Pianese nel 20/21. Con i Giovanissimi al Vicenza ho messo a segno 27 gol, avevo 15 anni. Mi volevano tutti, sia in Italia che in Europa. Pure il Manchester United”.
E poi?
“Mia mamma scelse di tenermi nascosto l’interesse dello United, preferiva che rimanessi in Italia. Alla fine ho scelto la Juventus. Mi convocò pure l’Italia U15 insieme a Locatelli, Cutrone e Mastour”.
Che esperienza è stata quella in bianconero?
“Sono partito dall’U17, poi ho giocato in Primavera con Grosso. Un allenatore eccezionale, probabilmente il migliore con cui abbia mai lavorato. In quel gruppo c’era anche Kean, nei primi sei mesi era il mio sostituto. Io giocavo, lui era in panchina. Ha avuto un’evoluzione incredibile”.
Alla Juventus, nella stagione 14/15, c’erano tanti campioni: da Buffon a Chiellini, passando per Pogba e Marchisio, fino a Tevez e Morata.
“Facevo il raccattapalle nell’anno del primo scudetto di Allegri alla Juventus. Abbiamo festeggiato insieme alla squadra allo Stadium. In quel periodo mi allenavo spesso con i grandi. Una volta, Evra aveva bisogno di provare le sfide uno contro uno durante il recupero da un infortunio. Ci sfidammo, vinceva sempre lui. Era simpaticissimo”.
Dopo l’avventura alla Juventus si è trasferito nelle giovanili del Cagliari.
“Ero nel giro della prima squadra con Rastelli, un altro gruppo straordinario: Storari, Barella, Borriello. Marco era un esempio per noi giovani, il primo ad arrivare agli allenamenti e l’ultimo ad andare via”.
Poi è iniziato il suo percorso in C: Olbia, Cuneo, Foligno.
“Tutte esperienze formative. Al Cuneo nella stagione 18/19 abbiamo perso i playout e successivamente la società è fallita. Gli stipendi non arrivavano e in estate, per arrotondare, sono tornato nella mia Sardegna per lavorare come cameriere”.
Oggi qual è il suo sogno?
“Da piccolo puntavo la Serie A, ora mi basta tornare a giocare in C. Vincere con il Vado mi ha reso felice”.











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