Di Tikus la doppietta che ha aggiustato la trasferta di Como fino alla rimonta completata, dopo la partita super contro la Roma. E dopo un periodo un po' appannato, il francese è tornato per la volata finale
Lo scatto scudetto è stato questione di strappi: due assist e un gol contro la Roma, tanto per svelare che il peggio era passato e che la primavera prometteva fioriture; una doppietta da megalomane, che in campionato mancava da metà agosto, contro il Como, giusto per raddrizzare una partita che si era messa molto male. Polvere di calcio esplosivo per spolverare le perplessità: dopo la sosta di fine marzo, Marcus Thuram è tornato per garantirsi presente e futuro con l’Inter. "Davvero non segnavo da così tanto?" si domandava incredulo la sera di Pasqua, quando in tv gli facevano notare il colpevole letargo invernale. In realtà qualche alibi personale lo aveva, Marcus. Ma non lo ha mai utilizzato per spiegare la crisi, aspettando che il campo lo aiutasse a sciogliere i nodi. Oggi, toccata la doppia cifra in campionato e la discreta quota di 15 reti in stagione, Thuram è di nuovo un punto centrale dei programmi della società. È possibile che un’offerta da capogiro modifichi gli scenari, cifre da Arabia Saudita per intendersi, ma in questo momento l’Inter non ha alcuna intenzione di privarsi del pezzo meno celebrato della ThuLa. Semmai l’idea, come leggete in un’altra pagina, è di vendere Bastoni che sembra entrato in una spirale di autolesionismo difficile da arrestare. A un difensore si rinuncia più volentieri.
fiducia
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Come per Calhanoglu, che potrebbe restare e rinnovare per un anno, Chivu dirà la sua nella stanza dei bottoni: spingere il tasto "esc" per Thuram, tanto più dopo il Mondiale che forse ha rappresentato una distrazione inconsapevole per lui, potrebbe non essere una grande idea. Gli attaccanti buoni sono difficili da acquistare perché costano tanto: Marcus stesso, legandosi all’Inter con un contratto fino al 2028, accettò una clausola rescissoria da 85 milioni che di questi tempi funziona da deterrente per qualsivoglia ammiratore. Cambiare qualcosa che funziona, vedi i 75 gol complessivi dell’attacco che hanno maltrattato la concorrenza al ritmo di 2,35 a partita, che senso ha? Inoltre l’Inter, nella rivoluzione estiva che potrebbe comportare anche la modifica del sistema di gioco, dovrà già spendere molto denaro per altri ruoli: il portiere titolare, un difensore centrale, un centrocampista di gamba e un’ala capace di garantire la superiorità numerica negli uno contro uno. Considerando che già 15 milioni del budget fornito da Oaktree sono stati stanziati per Akanji, che a scudetto aritmetico verrà comprato dal Manchester City, è meglio valorizzare le risorse interne se posseggono i requisiti giusti.
legame
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Thuram ha vissuto una stagione altalenante, e un trimestre di inizio 2026 davvero sconcertante tra partite anonime e panchine sorprendenti. Ma resta un capitale tecnico da maneggiare con cura, anche per il feeling stabilito con Lautaro. A nessuno, nemmeno tra i dirigenti, è sfuggito che il capitano lo abbia indicato davanti alla Curva Nord come il principale artefice dei gol contro la Roma, la notte che ha probabilmente blindato il campionato. Un gesto che Thuram ha gradito, dopo tante critiche lette dappertutto. Senza nulla togliere a Pio Esposito, che aveva sostituito bene i due titolari, la ThuLa resta un sodalizio di qualità che merita altre occasioni per esibirsi nell’Inter. Il collega più giovane, ancora stordito dal rigore sbagliato a Zenica con la Nazionale, potrà comunque scavarsi una nicchia di popolarità e felicità in un catalogo di 60 partite: gli infortuni gli hanno concesso di giocare spesso già in questa stagione di approccio, figurarsi se il maestro Chivu gli negherà importanza nel futuro prossimo. Semmai qualche riflessione potrebbe coinvolgere Bonny, che però è stato frenato nelle ultime settimane da diversi guai fisici. E comunque, come quarto elemento di un bel quadrifoglio, non stona affatto, tanto più per la giovane età che gli permette molti margini di miglioramento.
trattative
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Thuram invece ha ritrovato pace, che coincide con una sorridente normalità. Ha ancora due anni di contratto e potrebbe discutere con calma anche un eventuale rinnovo, se l’Inter lo ritenesse indispensabile. I legami che Marcus ha stabilito in città, anche con il fratello Khephren che gioca nella Juventus e spesso lo raggiunge a Milano per passare del tempo insieme, sono presupposti convincenti per prolungare l’esperienza italiana. In fondo il nostro Paese è anche un po’ il suo visto che è nato a Parma.










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