Antonella Palmisano si racconta nella nuova puntata di “Un altro podcast” (guarda la puntata integrale sul nostro canale YouTube). Partita da Mottola, un piccolo paese della Puglia dove a volte i sogni devono fare i conti con tradizioni, aspettative e retaggi culturali, Antonella ha costruito passo dopo passo la sua strada fino ad arrivare sul tetto del mondo. Oro olimpico a Tokyo, argento mondiale, campionessa europea: oggi è uno dei simboli della marcia mondiale. Un’atleta capace di trasformare il suo stile in un modello da studiare. Ma dietro ogni passo c’è sempre stato molto più di una medaglia. C’è la ragazzina che doveva convincere chi aveva intorno che lo sport non era tempo perso. Il rapporto complicato con un padre diventato il suo primo tifoso, ma anche una voce che pretendeva sempre qualcosa in più. La ricerca di un equilibrio per capire che un risultato non può definire il valore di una persona. E forse è per questo che oggi Antonella non marcia più solo per se stessa. Lo fa contro le ingiustizie, contro chi gioca sporco, contro chi toglie valore alla fatica degli altri. Lo fa per dare voce a uno sport che spesso riceve meno luce di quanta meriterebbe. Perché alla fine non conta solo quanto veloce arrivi al traguardo, conta anche la strada che lasci a chi camminerà dopo di te.







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