ANSA/Non solo tecnologia, adesso la Cina dell'IA fa impensierire gli Usa

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(di Antonino Caffo) La principale azienda cinese del momento in ambito intelligenza artificiale, Moonshot AI, ha deciso di rendere pubblico il "cervello" del proprio modello più avanzato, Kimi K3. Dopo Alibaba e DeepSeek, è l'ennesima conferma della linea di Pechino: usare l'apertura del software come leva di influenza globale, mentre la competizione sull'IA si sposta dal terreno delle prestazioni a quello, più strategico, del controllo degli ecosistemi.
    Finora la corsa tra Stati Uniti e Cina si è misurata soprattutto sui punteggi dei modelli. Kimi K3 segnala che la partita si gioca anche altrove: chi riesce a costruire un ecosistema di sviluppatori e imprese che adottano e integrano il proprio modello acquisisce un'influenza che va oltre il singolo prodotto.
    Lo conferma all'ANSA Alessandro Piva, Direttore dell'Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano: "Il rilascio dei pesi di Kimi K3 è un segnale importante di come la competizione globale sull'intelligenza artificiale si stia spostando dal confronto sulle prestazioni dei modelli alla capacità di costruire ecosistemi tecnologici aperti e diffusi.
    Per imprese e istituzioni, dotate di adeguate infrastrutture, poter accedere direttamente a un modello di frontiera significa avere maggiore autonomia nella gestione dei dati, nella personalizzazione e nell'integrazione con i propri sistemi, riducendo la dipendenza dai servizi cloud dei grandi provider".
    I pesi di un modello di IA sono i numeri che ne codificano la "conoscenza", appresa durante le fasi di addestramento.
    Le licenze di Kimi K3 autorizzano personalizzazione, condivisione e varianti, una libertà che nessun grande laboratorio Usa concede sui propri modelli di punta. Restano però vincoli per chi vuole offrirlo come servizio commerciale su larga scala via cloud: Moonshot punta a diffusione e consenso, senza però regalare il proprio lavoro ai concorrenti americani.
    Un punto che tocca un nervo scoperto: la dipendenza di imprese e governi dai server di poche multinazionali, quasi tutte statunitensi, ad oggi le uniche depositarie dei sistemi più avanzati.
    Per l'Europa, storicamente schiacciata tra i due poli sino-americani, la posta in gioco è alta. Ancora Piva: "L'accesso ai pesi aumenta la trasparenza del modello, creando migliori condizioni per attività di controllo, valutazione e interpretabilità. È un tema particolarmente rilevante per l'Europa: la sovranità digitale non riguarda soltanto dove risiedono dati e infrastrutture, ma anche la capacità di accedere, comprendere, adattare e governare tecnologie sempre più strategiche. Ora si può costruire una terza via".
    Finora, il dibattito europeo si è concentrato sulla localizzazione fisica di informazioni e data center. I modelli aperti spostano l'attenzione su una dimensione più profonda, che si basa sul poter aprire il cofano della tecnologia, per capirla, correggerla, adattarla al contesto locale, senza chiedere permesso a chi l'ha progettata altrove.
    Se la tendenza cinese andrà avanti, visti anche i casi assimilabili di Baidu e Tencent che, insieme ad Alibaba e DeepSeek, hanno rilasciato in passato la documentazione dei propri modelli, un numero crescente di governi e imprese, specie nei Paesi emergenti, potrebbe preferire basi tecnologiche aperte e lontane dai vincoli delle big tech Usa, replicando nell'IA dinamiche già viste in altri settori, dalle telecomunicazioni all'energia.
   

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