Il Mondiale è al calcio
d'inizio anche negli Usa, dopo le partite inaugurali di Messico
e Canada nei rispettivi Paesi. Si comincia alle 16.30 (l'1.30 in
Italia) con la cerimonia d'apertura affidata alla popstar Katy
Perry, seguita dall'esordio della nazionale ospite contro il
Paraguay. È la prima partita di Coppa del Mondo che gli Stati
Uniti giocano in casa dal 1994 e l'entusiasmo tra i tifosi per
Pulisic e compagni è altissimo.
Il SoFi Stadium, come lo chiamano i locali, o il Los Angeles
Stadium di Inglewood, come lo chiama la Fifa, appare come un
miraggio alla fine di un periplo fatto di traffico, svincoli
chiusi, deviazioni e raccomandazioni a lasciare a casa la
macchina (una scelta inconcepibile per ogni losangelino). Sui
pannelli elettronici in autostrada si susseguono gli inviti a
usare i mezzi pubblici e a evitare l'auto in questo venerdì 12
giugno, un giorno della settimana già normalmente
contraddistinto dal bollino rosso per gli ingorghi. Litri
d'inchiostro digitale sono stati spesi da giornali e siti
internet per spiegare come raggiungere lo stadio senza rimanere
imbottigliati in macchina sotto al sole. Una combinazione di
metropolitana e autobus, oppure di shuttle o Uber dagli hotel
del vicino aeroporto non accorciano il tragitto sotto l'ora.
Quando finalmente appare all'orizzonte, stagliato in mezzo a
un labirinto di stradoni, coni arancioni e transenne decorate
con i colori del Mondiale Fifa, il problema diventa il caldo. Le
previsioni annunciavano temperature oltre i 28 gradi, ma a
mezzogiorno il termometro ne segna già 30. L'ombra non è
contemplata nelle lunghe file che si estendono lungo il
perimetro dello stadio per gli addetti ai lavori e si avvolgono
a serpentone negli enormi parcheggi assolati per i tifosi.
L'umore, però, resta alto. Sotto cappellini e occhiali da sole,
la maggior parte suda dentro magliette acriliche bianche a righe
rosse o blu con stelle bianche.
Il primo punto di ristoro utile è l'incrocio tra un
McDonald's e uno Starbucks. Quattro ragazzi escono dalla
caffetteria carichi di snack e acqua pronti a mettersi in fila.
"Veniamo da Stamford, Connecticut!", fanno in tempo a gridare
tra le risate prima di correre verso lo stadio. Jessie e il
padre Rob sono arrivati da Saint Louis, Missouri. "Un viaggio
lungo, quattro ore di aereo e due ore di fuso orario, ma eravamo
già tifosi otto anni fa e conosciamo bene il dolore di restare
fuori da una Coppa del Mondo", racconta lui con un sorriso di
solidarietà per la cronista italiana. "Avremmo viaggiato fino
alla Luna". La figlia non ha dubbi: "L'energia oggi è alle
stelle. Spaccheremo. Finirà 2-0 per noi".
Una coppia di ragazzi, bardata di bandiere e magliette della
nazionale e con due lattine di birra nascoste in sacchetti di
carta, spiega di essere appena atterrata da Boston. "Staremo qui
24 ore, non dormiremo per niente, ma siamo carichi", gridano
facendo il segno della vittoria alle auto che passano suonando
il clacson. "Abbiamo pagato il biglietto 1.600 dollari, ma per
fortuna avevo comprato altri tagliandi mesi fa e rivendendoli ho
coperto le spese", racconta lui. I biglietti acquistati nelle
prime fasi di vendita oscillavano in molti casi tra i 400 e i
600 dollari, ma sul mercato della rivendita alcuni posti
arrivano ora a sfiorare i 6.000 dollari.
Héctor Serrano, da Cincinnati, Ohio, festeggia da 24 ore.
"Sono nato in Messico, quindi sono felice per la vittoria di
ieri. Ma sarò ancora più felice stasera", promette. Con loro c'è
Anthony, arrivato da Chicago per il suo battesimo mondiale. Il
biglietto però non l'ha ancora comprato. "Sono troppo cari. La
Fifa è avida. Per ragazzi come me è dura. Al massimo andrò a
qualche watch party. L'importante è essere qui".
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