Anche i muscoli hanno memoria, ricordano i periodi di inattività

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Anche i muscoli possiedono una loro 'memoria molecolare':  ricordano i periodi nei quali sono rimasti inattivi per molto tempo, come capita a causa di un infortunio, una malattia o nel declino legato all'età. Tale memoria è, però, molto diversa per giovani e anziani: mentre nei primi aiuta il recupero, nei secondi aggrava il deperimento. Lo indica lo studio pubblicato sulla rivista Advanced Science, il cui primo autore è Daniel Turner, che lavora fra la Scuola norvegese di scienze dello sport  e l'Università di Pavia. L'autore senior è Adam Sharples, della Norvegian School of Sport Sciences

La comprensione di questo meccanismo potrebbe aiutare a progettare strategie migliori per favorire il recupero, permettendo di individuare anche gli esercizi più efficaci e la loro intensità.   "I muscoli ricordano la loro storia di forza e debolezza - afferma Sharples - e queste memorie molecolari possono accumularsi nel tempo, influenzando il modo in cui rispondono quando si verifica nuovamente un periodo di inattività".

I ricercatori hanno condotto o esperimenti sia su ratti che sull'uomo. Hanno costretto ripetutamente all'immobilità gli arti inferiori di giovani adulti partecipanti allo studio e di animali anziani. Nei giovani, entrambi i periodi di inattività hanno causato una simile perdita di tessuto muscolare, ma nel loro caso la memoria si è dimostrata protettiva: la seconda volta, infatti, i percorsi genetici e metabolici sono stati meno compromessi, e ciò è risultato in una maggiore resilienza.

Nei ratti anziani, invece, il ricordo muscolare dell'inattività precedente non è stato d'aiuto, anzi: l'immobilità ripetuta ha provocato una maggiore perdita di tessuto muscolare, una soppressione esagerata dei geni mitocondriali legati al metabolismo e anche danni al Dna, tutte alterazioni che sono state poi conservate.

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