Amorim ha un piano per fare di Camarda il Pio Esposito del Milan

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Il centravanti rossonero non è "arrivato", ma è comunque una risorsa utilissima per il nuovo tecnico rossonero alle spalle di Ramos Ha già alle spalle 33 presenze in A più 4 match in Champions, e ora...

Andrea Ramazzotti

Giornalista

27 luglio - 12:27 - MILANO

Giovedì la firma sul rinnovo del contratto con il Milan fino al 2031, venerdì l'annuncio ufficiale del club, ieri le due reti nell'amichevole contro il Celtic, ma soprattutto le frasi di Amorim che hanno certificato la sua permanenza per tutta la stagione al Milan, la squadra del suo cuore. Difficile immaginare 72 ore più cariche di emozioni per Francesco Camarda, “figlio” del settore giovanile rossonero e tifoso del Diavolo fin da bambino. L'ultima stagione al Lecce non è andata come sperava complice l'infortunio alla spalla che lo ha tenuto fermo oltre tre mesi, ma l'inizio del 2026-27 è stato decisamente promettente. Forse al di sopra delle sue aspettative. Sa benissimo di non essere “arrivato” e di dover dimostrare qualcosa in ogni allenamento e in ogni partita, però avere una chance di restare nella squadra per cui tifa era ciò che voleva. Ora se la giocherà fino in fondo, con l'entusiasmo che un ragazzo di 18 anni può avere in una situazione simile può avere.

pio rossonero

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Camarda avrà il tempo di crescere e di imparare allenandosi con la prima squadra, ma il suo status non è più quello di un giovane che deve dimostrare. Ha già alle spalle 33 presenze in A tra Milan e Lecce, più 4 match in Champions. Non è un calciatore fatto e finito, ma è comunque uno su cui si può contare. Amorim lo ha capito in pochi allenamenti. In più può essere inserito in lista B perché sotto i 21 anni e con due stagioni nel vivaio del Milan. Il titolare nel ruolo di centravanti naturalmente è Gonçalo Ramos, ma Francesco punta comunque a ritagliarsi il suo spazio. Magari come è riuscito a fare la scorsa stagione Pio Esposito, partito a fari spenti e poi importante per la vittoria dello scudetto della formazione di Chivu. Il turn over obbligatorio con la partecipazione all'Europa League può dargli una mano e lui, come ha spiegato ieri, “intende farsi trovare pronto”. Di certo la voglia non gli manca.

golden boy

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Il Milan da anni sa di avere un patrimonio in casa. Scoperto dall'osservatore Giovanni Vallelonga, è stato immediatamente tesserato dall'allora responsabile del settore giovanile del Diavolo, Mauro Bianchessi. Camarda, che giocava nella Afforese, era già conosciuto per le sue doti, ma la parola “Milan” ha spazzato via qualsiasi dubbio e messo fuorigioco le potenziali concorrenti. Francesco, nato a Milano, tifa per i rossoneri da sempre. Lo stesso suo padre Manuel (la mamma si chiama Federica). Detiene il record del più giovane esordiente della storia della Serie A visto che ha debuttato il 25 novembre 2023, con Pioli in panchina, a 15 anni, 8 mesi e 15 giorni (dentro al posto di Jovic). Quelli di ieri a Glasgow sono stati i primi gol con il Milan dei grandi, anche se nella sua carriera una rete in Champions l'aveva segnata, il 22 ottobre 2024, nella gara a San Siro contro il Bruges, (annullata dal Var per un fuorigioco millimetrico dopo che aveva già esultato togliendosi la maglia).

altri record

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Nel settore giovanile del Milan ha sempre giocato con i più grandi ed è stato allenato anche da Ignazio Abate, che ha guidato la Primavera rossonera (nel 2023-24) e che è l'attuale allenatore del Torino, avversario del Diavolo alla prima giornata di Serie A. Naturalmente ha fatto tutta la trafila delle nazionali giovanili e i suoi numeri azzurri sono impressionanti: 6 reti in 9 presenze nella Under 15, 3 in 7 partite nella Under 16, 11 in 17 incontri nella Under 17, 6 in 10 match con la Under 19 e 4 in altrettante apparizioni con l'Under 21. Ha anche esordito nella Nazionale maggiore, nelle amichevoli contro Liechtenstein e Grecia di giugno, con Silvio Baldini in panchina. Adesso spera di meritarsi una chiamata dal prossimo ct e di esserci agli Europei del 2028 e al Mondiale del 2030. Prima però c'è il Milan.

idoli

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Camarda è cresciuto con il mito di Kakà e ha giocato con il figlio di Seedorf. Tra i suoi punti di riferimento ci sono i grandi del Milan del passato che sono cresciuti nel vivaio e che sono riusciti a vincere tutto in rossonero, da Maldini a Baresi, passando per Costacurta. L'ultimo del vivaio a imporsi in prima squadra è stato Bartesaghi, attualmente suo compagno di squadra, mentre l'ultimo che ha anche indossato la fascia da capitano è stato Davide Calabria. Camarda sogno di entrare a far parte dell'elenco di coloro che partiti dal basso sono riusciti a scrivere la storia. Sarà un lungo viaggio, ma lui la voglia di percorrerlo fino alla fine ce l'ha.

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