America’s Cup, New Zealand vara Taihoro rendendo omaggio alla città di Napoli

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Al varo ufficiale dell'imbarcazione che si è svolto ad Auckland, i due bracci laterali che sostengono i foil hanno la grande scritta "Napoli", ossia la sede dell’evento previsto per l’estate 2027 

Maurizio Bertera

11 marzo - 12:46 - MILANO

La prima, grande sorpresa della 38a America’s Cup è di carattere grafico: mai ci si poteva aspettare che al varo ufficiale di Emirates Team New Zealand – che si è svolto ad Auckland – i due bracci laterali che sostengono i foil fossero di color intenso, con la grande scritta "Napoli". Un omaggio alla sede dell’evento previsto per l’estate 2027 ma anche un’azzeccata idea di marketing (o una furbata se preferite), visto che tutto il resto dell’AC75 "indossa" i tradizionali colori del team: nero (prevalente), un po’ di rosso (a prua) e verde (a poppa). C’è il sicuro zampino dei due "capi" del defender: il Ceo Grant Dalton e Matteo De Nora, team principal di origini italiane che recentemente si era sbilanciato “Luna Rossa è la squadra dell'Italia ma spero che la squadra di Napoli sarà Team New Zealand, perché la Coppa America in città l’abbiamo portata noi”. Detto, fatto: così una barca dal regolamentare nome maori quale Taihoro (che significa “muoversi rapidamente come il mare tra cielo e terra”) punta a conquistare il pubblico del golfo, teoricamente schierato per Luna Rossa. 

sirena

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Dal palco del Teatro Ariston, Max Sirena – Ceo del team italiano – si era limitato a dire “che quella di Napoli sarà l’America’s Cup più bella di sempre” ma non poteva sapere della genialata kiwi. La presenza di Sirena all’ultimo Festival di Sanremo – al di là della prima volta di un velista professionista invitato alla kermesse canora – non è stata casuale: la Rai ha acquisito i diritti media per la manifestazione che sfrutterà a partire dalla Regata Preliminare, a Cagliari, in programma dal 21 al 24 maggio 2026. Si correrà sui più piccoli AC40, praticamente a casa di Luna Rossa che ha la base nel Poetto e sta mantenendo un basso profilo, in attesa del varo dell’AC75: ogni giorno si svolgono gli allenamenti per due equipaggi con quello "primario" che è composto da Ruggero Tita, Marco Gradoni, Gigi Ugolini e Umberto Molineris. Ma è chiaro che siamo solo all’inizio della corsa, tanto più che nel team italiano si è inserito un altro neozelandese: Josh Junior, ex-finnista olimpico e fedelissimo di Peter Burling, il tre volte vincitore dell’America’s Cup che Patrizio Bertelli ha ingaggiato nello scorso giugno senza – per ora – chiarire il ruolo a terra e, forse, a bordo. È per il momento l’elemento che incuriosisce maggiormente gli addetti ai lavori visto che i lavori di preparazione a Napoli stanno seguendo la tabella di marcia e – purtroppo – il numero dei partecipanti è fermo a cinque: Luna Rossa Prada Pirelli, Emirates Team New Zealand, gli inglesi con Athena Racing, gli svizzeri di Alinghi Red Bull Racing e i francesi di K-Challenge. In teoria, per iscriversi c’è tempo sino al 31 marzo ma pare impossibile allargare il campo e, francamente, un nuovo allungamento della scadenza sarebbe ridicolo. 

pozzetto

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Tornando ad Auckland, il varo di Taihoro ha dato la possibilità di vedere per la prima volta l’evoluzione di un AC75. Perché si tratta della stessa imbarcazione che ha dominato a Barcellona, sottoposta a un importante refitting: le regole della Regata - per contenere i costi – costringono tutti i team a utilizzare gli scafi nella 37a edizione, sia pure modificati. Esattamente l’opposto di quanto fatto in F.1 automobilistica dove per questo Mondiale si è ripartiti da zero. La scelta non può che favorire i neozelandesi, che nell’ultima edizione si sono presentati con una barca praticamente imbattibile in molte condizioni, facilmente migliorata negli ultimi mesi considerando la loro storica capacità tecnica. Dalle poche foto si notano la riconfigurazione del pozzetto per adattarlo alle nuove esigenze dei velisti (l’equipaggio è passato da otto a sei persone, con la scomparsa dei cyclor sostituiti da una potente batteria) e qualche modifica esterna per massimizzare l’efficienza aerodinamica. È stata poi sfruttata la possibilità di ricostruire fino a 4 metri quadri dello scafo utilizzando la stessa forma ma materiali diversi per ottimizzare il peso. Un’aggiunta degna di nota al nuovo layout è il posto dedicato a un ospite (non membro dell’equipaggio) che potrà sperimentare il piacere di una regata a pieno regime, una caratteristica che non si vedeva dai tempi delle barche IACC versione 5, nel 2007 a Valencia. Ospite a parte, i kiwi – che sono guidati dall’australiano Nathan Outteridge - hanno svelato il nome della velista che farà parte dell’equipaggio, altra novità della prossima edizione: è Joanna Ayela Aleh, 39enne che ha preso parte a due Olimpiadi vincendo un oro e un argento sul 470. Anche in questo, partono con una marcia in più visto che sulle barche rivali difficilmente ci sarà una velista con un palmarès simile.

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