Pirelli sta mettendo le proprie competenze tecniche al servizio delle prestazioni idrodinamiche delle varie appendici, per ottimizzare il comportamento. Il logo della Casa della Bicocca (già presente sulla randa) apparirà sui foil e sul timone degli AC40 e AC75 utilizzati dal team
Maurizio Bertera
14 agosto - 17:33 - MILANO
Navigando verso l’attesissima America’s Cup 2027 di Napoli, Luna Rossa non si dimentica l’immagine. Ed ecco che a sottolineare la partnership con Pirelli – che è Official Sponsor e Technical Partner – si prepara a sfoggiare il logo della Casa della Bicocca (già presente sulla randa) sui foil e sul timone degli AC40 e AC75 utilizzati dal team. La nuova livrea sarà visibile a inizio settembre sull’AC40, il monoscafo foiling utilizzato per gli allenamenti e le regate preliminari mentre da novembre la vedremo sull’AC75. Pirelli sta mettendo le proprie competenze tecniche sui pneumatici al servizio delle prestazioni idrodinamiche delle varie appendici di Luna Rossa, contribuendone a ottimizzarne il comportamento. La collaborazione nasce dal patrimonio di ricerca avanzata sui materiali maturato dall'azienda, lo stesso ambito da cui sono nate soluzioni come il PNCS (Pirelli Noise Cancelling System), tecnologia che abbatte la rumorosità di rotolamento generata nella cavità interna del pneumatico. Un know-how sviluppato in ambito automotive che trova sempre più applicazioni, tra cui appunto quella in sviluppo insieme a Luna Rossa. Del resto, Pirelli è presieduta da un grande appassionato di vela e armatore quale Marco Tronchetti Provera: fu lui nella prima edizione dell’America’s Cup in Mediterraneo, quella di Valencia nel 2007, a portare Telecom - che guidava all’epoca - sulle vele di Luna Rossa. Ma è stata vicina anche agli acerrimi rivali di Emirates Team New Zealand quale official sponsor, nella vittoriosa conquista della Auld Mug nel 2017, a Great Sound. Nell’occasione, la barca dei kiwi vestiva le insegne della P lunga lateralmente agli scafi del catamarano e sulle pale dei timoni, perfetta metafora del ruolo degli pneumatici su un’auto. La collaborazione si è interrotta ovviamente nel momento in cui Pirelli si è legata a Luna Rossa per l'edizione 2019, bissandola per quella del 2024.
il punto sulle sfidanti
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Al di là della nuova livrea, Luna Rossa – che ha preso in consegna l’area di Bagnoli dove a breve inizieranno i lavori per la base del team sta lavorando su un doppio fronte: la preparazione della seconda Preliminary Regatta a Napoli dove si corre con gli AC40 dal 24 al 26 settembre e le prove in acqua dell’AC75. Il secondo aspetto è quello più importante, a meno di dieci mesi dal via della Louis Vuitton Cup che designerà lo sfidante di Emirates Team New Zealand. In questo senso, il defender degli antipodi e Luna Rossa stanno prendendosi un ulteriore vantaggio sulla concorrenza, alle prese con problemi non indifferenti nell’allestimento delle loro imbarcazioni. Per esempio, il consorzio francese La Roche-Posay Racing ha dovuto riportare in hangar il suo AC75 per ripararlo dopo un ribaltamento e un misterioso incendio delle batterie di bordo. Come gli svizzeri di Tudor sono ancora alle prese con l’aggiornamento della barca, in una località sconosciuta tra le Alpi. Ha destato curiosità (e ilarità) anche un video diffuso da GB1 – che pare aver risolto la dura causa legale con Ineos – dove si racconta che l’AC75 è nascosto in luogo segreto in Campania. Un giornalista nautico inglese ha cercato su Google a quale posto corrispondessero le viste aeree nel video ed è saltata fuori Avellino, che si trova a circa 50 km da Napoli… L’inquadratura potrebbe essere quindi un errore marchiano o un depistaggio per i ficcanaso in cerca del cantiere. Anche questa è America’s Cup, da sempre.
il traffico di febbraio
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Lo sanno bene i velisti e i tecnici di due sfide che riportano finalmente in acqua la storia dell’America’s Cup: Team Australia e America Racing Challenger, che sono impegnati nella modifica delle rispettive imbarcazioni come vuole il nuovo regolamento. Gli Aussie – superando la rivalità antica - hanno affidato il lavoro a Emirates Team New Zealand, visto che hanno acquistato la barca da loro: è il primo AC75, vincitore della 36° edizione. Invece, gli statunitensi hanno rilevato l’intera attività di American Magic, a partire dall’AC75 Patriot che a Barcellona aveva dimostrato notevoli performances in alcune occasioni: gli ingegneri del team lo stanno rielaborando nella base di Pensacola, in Florida. Nessuno dei due team dovrebbe comunque essere in acqua prima dell’inizio del 2027: il traffico di AC75 nel golfo di Napoli si farà intenso da febbraio-marzo, quando anche i neozelandesi e i nostri trasferiranno le barche a Bagnoli. In ogni caso se tecnicamente partiranno con un indubbio gap, dal punto di vista velico saranno avversari temibili: America Racing Challenger ha come nume Ken Read, che per gli appassionati americani è il numero 1 e un equipaggio molto esperto dove il più titolato è un argentino di origine italiana diventato cittadino americano: Lucas Calabrese che ha vinto un bronzo olimpico nel 470 e ben cinque titoli mondiali in quattro diverse classi. Gli australiani che hanno scelto Grant Simmer come CEO uno dei reduci della mitica campagna vincente di ‘Australia II’ nel 1983) possono contare su due assi quale Tom Slingsby (oro olimpico nel Laser e due volte World Sailor of the Year) che sta dominando nettamente il circuito SailGP al timone di Bonds Flying Roos) e Glenn Ashby, maestro dei multiscafi e due volte vincitore dell’America’s Cup. Il primo è Head of Sailing (responsabile della parte velica), il secondo è head of Performance & Design, con il compito di rendere il più veloce possibile l’AC75 preso dai kiwi. Ashby, peraltro, ci conosce bene: è anche responsabile della progettazione dell'albero, delle vele e del sartiame di Ferrari Hypersail, il monoscafo foiling del Cavallino. Quindi una volta di più è un nemico pericolosissimo.








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