Diecimila tifosi in strada per la rimonta storica su San Antonio. Del calcio finora poche tracce, se non per le strade dedicate a Henry e Pelé
Follia a New York per una notte. E non per il Mondiale. Follia nelle strade attorno al Madison Square Garden: mercoledì i tifosi dei Knicks hanno sfogato in maniera sorprendente la loro gioia per la più grande rimonta della storia della Nba, valsa il 3-1 su San Antonio nella gara-4 della finale. Erano diecimila, ma pochi imbecilli fanno notizia da soli. Cinquantasei arresti, quasi tutti tra la Quinta e l’Ottava, per aggressione a un agente di polizia, possesso illegale di arma e danneggiamento. Taxi fatti a pezzi, assembramenti, caos, telefonini a filmare le scene, telecamere. Il tutto mentre un paio d’ore prima, tra Quinta e la 47th, a due passi dalla follia, sembrava di essere finiti in una macchina del tempo: un’auto parcheggiata all’incrocio e, nel bagagliaio spalancato, una tv sintonizzata su Abc che trasmetteva l’incontro. Premesso che dove prendessero l’elettricità resta un mistero, i tre signori dall’aria latino-americana, due uomini e una donna, maglietta bianca, pantaloncini e ciabatte, assistevano al match sulle sedie portate da casa, all’ombra (notturna) di un grattacielo, al fianco del traffico.
una strada per henry
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Nel bene e nel male, New York non sembra aver tempo per il Mondiale. Non ancora. Non una bandiera delle 48 nazionali per strada, non un segnale che qui, per la precisione a East Rutherford, New Jersey, debutta domani il Brasile contro il Marocco. Per la verità qualcosa c’è. All’incrocio tra l’Avenue of Americas e la West 50, sotto il cartello della "Street" ne è stato aggiunto un altro, sempre in caratteri bianchi sul tipico sfondo verde: "Thierry Henry Way". Ce n’è uno simile nel Queens, "Pelé Way". Henry ha giocato nei New York Red Bulls nel 2010, Pelé è stato uno dei pionieri del soccer con i Cosmos. Henry è uno dei columnist per Fox durante il Mondiale.
alieni a ny
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Il calcio sembra un po’ un alieno atterrato a Manhattan in questi giorni. Sui cartelloni luminosi di Times Square dominano le immagini di "Disclosure", l’ultimo film di Steven Spielberg sull’esistenza degli extraterrestri, titolo quanto mai adatto. Anche il Fan Village, pochi isolati più a nord, nel Rockefeller Center, non esiste ancora. Ieri una cantante faceva le impressionanti prove per uno spettacolo teatrale davanti alla folla incantata, ma la struttura con il campo, dice il sito Fifa, sarà "open to the public July 6 - July 19". Nella stessa piazza la Fifa ha aperto un museo del calcio, "Legacies of Champions", ingresso libero, e per la New York dei prezzi folli come i tifosi Knicks è una bella sorpresa. Se pensate di fare una colazione con meno di 15 dollari, meglio lasciare Manhattan dove però, come scrive Federico Rampini sul Corriere, i ristoranti di lusso sono sempre strapieni "di giovani. Prevalgono loro, di gran lunga. Ecco: l’America è l’unico paese al mondo dove i ricchi sono così giovani e dove i giovani sono così ricchi". Vero, osservando i locali degli aperitivi. Ma, senza nessuna retorica, la città è "strapiena", purtroppo, di homeless disperati.
i biglietti di mamdani
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Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha negoziato con la Fifa la vendita di 1.000 biglietti a 50 dollari per sette partite al MetLife, finale esclusa. Saranno sorteggiati tra i residenti. Più un messaggio contro il caro prezzi che un’effettiva soluzione. Lunedì si è presentato a Central Park per annunciare la visione collettiva gratuita della finale per 50mila newyorkesi. Lo Stato di New York sta investendo sei milioni di dollari per i residenti che non possono permettersi il biglietto: "Lo sport è diventato sempre più inaccessibili per chi lavora".
contro musk
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Avvicinandosi a Times Square si nota qualche maglietta di nazionale. Messicani, brasiliani, dell’Ecuador, dall’Argentina e dalla Scozia, e gli ultimi due, forse in nome della rivalità comune verso gli inglesi, camminano accanto sotto la tettoia dell’Hard Rock Café dove sul tabellone luminoso scorre il mantra "Rock will never die", il rock non muore mai, anche se benissimo non sta ma Trump gli ha restituito la voglia di protestare. Gli americani non risparmiano nessuno: c’è una folla divertita davanti all’enorme gonfiabile di Elon Musk lì a pochi passi, con una scritta contro lui, X, l’intelligenza artificiale e la pornografia infantile che produrrebbe. L’installazione è sorta di nascosto nella notte della follia. Intanto la testa dei newyorkesi vola verso sabato 13 per gara-5 San Antonio-Knicks. Un altro successo e sarà Nba. Poi, forse, tutti con il Mondiale.









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