Cresciuto a Williamsburg, formato alla Christ the King High School e mai scelto al Draft, il 28enne è tornato a casa a febbraio dopo quattro stagioni e mezzo ai Pelicans. In gara-4 ha guidato la rimonta dei Knicks con 8 punti negli ultimi 10'
"Non voglio girarci intorno, ero sul punto di piangere. Ovviamente manca ancora una partita da vincere, ma sono al Madison Square Garden, fine del quarto quarto, a giocare con questi ragazzi, e stiamo giocando per qualcosa di speciale". Jose Alvarado è emozionato, quasi incredulo durante le interviste post gara-4, vinta dai Knicks dopo una rimonta storica da -29. È nato nel 1998 a Brooklyn da genitori portoricani, ed è cresciuto in un complesso residenziale nel quartiere di Williamsburg, destinato a famiglie a reddito medio e basso. Il più newyorchese dei Knicks, come dice lui stesso: la sua famiglia era tifosa sfegatata, lui ammirava Carmelo Anthony, ora l'eroe del cortile è lui. Non a caso ha scelto il numero 5, anche come omaggio ai cinque quartieri di New York.
da tifoso al madison
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Fatevi un giro sul web per vedere l’abbraccio dei tifosi nelle strade della città a questa squadra, l’attesa quasi folle per un titolo che manca dal 1973. Jose Alvarado era uno di loro. Aveva appena un anno l’ultima volta che i Knicks avevano giocato le Finals, nel 1999. Ha frequentato la Christ the King High School una scuola con una tradizione straordinaria sia a livello maschile sia femminile. Da lì sono passati, tra gli altri, Lamar Odom, Sue Bird e Tina Charles. Lui non era particolarmente dotato fisicamente, ma velocissimo e difensore eccezionale. "È un ragazzo tosto di New York", racconta il suo ex allenatore Joe Arbitello al New York Post. Fu eletto giocatore dell’anno, ma college prestigiosi non si fecero avanti. A Georgia Tech si prese la rivincita, guidandola al titolo ACC del 2021 e conquistando il premio di miglior difensore della conference. Eppure, pochi mesi dopo, nessuno lo scelse al draft. Avrebbe potuto essere uno dei ragazzi che oggi affollano i watch party improvvisati in tutta la città. Invece è stato l’uomo della rimonta. Ha segnato tutti i suoi 8 punti negli ultimi dieci minuti, aggiungendo 3 assist, nessuna palla persa e un +17 di plus/minus nel quarto periodo. La guardia alta appena 1.83 metri, mai scelta al draft, è stata tra i protagonisti del ribaltone in una gara-4 che sembrava ormai persa. Coach Mike Brown lo ha applaudito in sala stampa: "Gli faccio proprio un applauso. Jose è stato incredibile stanotte. Ha cambiato la partita con la sua velocità e la sua capacità di attaccare il ferro".
il ruba palloni
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Da undrafted riesce comunque a strappare un two-way contract con i Pelicans. A New Orleans resta quattro stagioni e mezza. Poi, lo scorso febbraio, il ritorno a casa: "È un sogno". A New Orleans era amatissimo, uno di quei giocatori che creano subito un legame con i tifosi. Anche perché è diventato famoso come "Grand Theft Alvarado", un gioco di parole con il videogioco Grand Theft Auto. Jose è un ladro di palloni nel senso più letterale e meno convenzionale del termine: si nasconde, sparisce dal campo visivo degli avversari e poi compare all'improvviso per rubare il pallone. I Knicks cercavano proprio questo: esperienza, intensità e una scintilla. Fino a quel momento, però, la sua gara-4 era stata anonima. Quando Mike Brown lo ha rimesso in campo, l'unica cosa da ricordare era stato un fallo poco sportivo commesso su Wembanyama nel secondo quarto.
la scintilla
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Poi è cambiato tutto. I Knicks erano sotto di 20 quando Alvarado è rientrato per togliere un po' di pressione a Brunson e ha segnato una tripla al suo primo possesso. Subito dopo Jose ha servito Karl-Anthony Towns e poi OG Anunoby: altre due triple che hanno riportato New York a crederci, fino al -4. A fine partita era orgoglioso: "Ecco il il basket dei Knicks. Restare uniti, giocare da squadra. E guardate questa c... di energia. È per momenti così che giochiamo". Jose è quell'energia. I prezzi dei biglietti per le due partite al Madison erano cosa per pochi e allora ci ha pensato lui: "Organizzerò un watch party per il mio quartiere, a Williamsburg. Ci arrangeremo e saremo grati per la situazione che stiamo vivendo. È questo il vero spirito di New York".









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