Lo spagnolo analizza il momento difficile del team: "Posso solo aiutare la squadra e la Honda lavorando più duramente. Spero che tra un paio di GP potremo avere un weekend normale, almeno in termini di fare giri e completare le sessioni. Ma la soluzione non sarà immediata"
Pochi giorni separano Melbourne da Shanghai. Non abbastanza per cambiare lo stato delle cose in casa Aston Martin. Fernando Alonso lo sa e non ci gira intorno: "La situazione non è cambiata nei quattro o cinque giorni trascorsi da Melbourne, quindi sarà un altro weekend difficile, cercando di capire il più possibile l'auto e, eventualmente, limitare i giri in un paio di sessioni perché siamo a corto di pezzi". Una frase che suona come una diagnosi, non come una resa. Perché nel modo in cui lo spagnolo descrive il momento difficile di quello che era uno dei team più attesi all’inizio della stagione, c'è l’amara lucidità di uno dei più esperti veterani della serie.
servono km
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Che sperava in altro, dopo tutti gli investimenti di Lawrence Stroll, incluso l’ingaggio di Adrian Newey. Il GP d'Australia ha raccontato una storia difficile da interpretare con ottimismo: affidabilità precaria, giri limitati, pezzi contati. Al 44enne di Oviedo è toccato il ruolo più ingrato, quello di chi deve tenere il morale alto in un box che galleggia nell'incertezza. Alonso non si è tirato indietro, ma ha usato un'immagine che ha reso l'idea meglio di qualsiasi dato tecnico: "Anche ora qui con Esteban e Pierre (Ocon e Gasly, con lui in conferenza stampa; n.d.r.), loro non erano ottimizzati per l'Australia e apparentemente è stato lo stesso per tutti, e sono forse dieci volte avanti a noi. Se loro hanno completato 1.000 giri dai test di Barcellona, noi ne abbiamo completati forse 100, quindi siamo nove o dieci volte indietro. Se loro non sono ancora perfettamente ottimizzati, immaginate noi".
weekend normale
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Da qui nasce la definizione, evidentemente insolita per un campione del suo calibro, di "weekend positivo": non un podio, non un piazzamento a punti, ma la possibilità di fare giri. "Sarò felice se lasceremo la Cina con una sessione di prove libere più o meno normale, una qualifica più o meno normale, accumulando giri e probabilmente tentando di completare l'intera gara domenica, se ci sarà permesso". “Spero - ha detto ancora Alonso - che tra un paio di GP potremo avere un weekend normale, almeno in termini di fare giri e completare le sessioni. Per essere competitivi ci vorrà più tempo, perché una volta sistemata l'affidabilità, saremo ancora indietro in termini di potenza e altro. Ci sono due fasi, diciamo, e spero che la prima arrivi presto".
alonso e la honda
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Adrian Newey, la settimana scorsa, aveva detto che Alonso doveva trovarsi in un "momento mentale difficile". "Meno duro di quello che si pensi – ha replicato lo spagnolo - siamo 22 piloti quest'anno. Uno vincerà, 21 saranno in uno stato mentale difficile, perché per me finire terzo, quinto o 17° non fa molta differenza. Sono stato abbastanza fortunato da vivere diverse ere in Formula 1 e di divertirmi guidando, e super fortunato ad avere auto competitive per metà della mia carriera raggiungendo più di 100 podi. Quindi ora finire in qualsiasi altra posizione che non sia la prima, per me è lo stesso dolore". Inevitabile che qualcuno tirasse fuori il confronto con il 2015, quando Alonso aveva già vissuto un incubo simile in McLaren, con una Honda in difficoltà e frustrazioni diventate quasi leggendarie via radio. "La gente sembra ricordare solo Fernando, ma anche Jenson e Stoffel (Button e Vandoorne; n.d.r.) dicevamo tutti la stessa cosa, che quella power unit non fosse abbastanza matura. Cosa che ora tutti sembrano capire. Ma due o tre anni fa sembrava che fossi pazzo a criticare".
costruttivo
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Alonso però ha parlato di approccio costruttivo, testa bassa e tanto lavoro: “Quello che posso fare nel team è lavorare più duramente, cercare di aiutare Honda il più possibile, allocando alcune delle risorse che Aston Martin ha nel motore, nella power unit, nei problemi di vibrazione, nei problemi di erogazione. Ora siamo in un mondo diverso in Formula 1 con tutti i dati disponibili, tutti i GPS, le analisi che possiamo avere dagli altri team, e possiamo allocare quelle risorse per far sì che Honda si concentri su una cosa mentre noi li aiutiamo in altre aree della power unit. Siamo un'unica squadra. È un inizio accidentato, ma spero che non duri troppo a lungo. Non sarà però una soluzione immediata".








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