L'intervento del Var ha portato al cartellino rosso: è successo nel recupero del primo tempo della sfida tra Paraguay e Turchia
20 giugno - 06:20 - SAN FRANCISCO (STATI UNITI)
In una partita elettrica, con un accenno di rissa al secondo e una tensione che dalla panchina arriva dritta al campo, si scrive una piccola pagina di storia del Mondiale e del regolamento del gioco del calcio. Succede tutto al 48’ di Turchia-Paraguay 0-1 (gol lampo di Galarza per i sudamericani) quando, in uno dei tanti momenti di gioco fermo con un qualche giocatore a terra, l’arbitro salvadoregno Barton è richiamato al VAR. All’inizio non si capisce bene perché, poi le immagini lo spiegano chiaramente: il 10 dei sudamericani Almirón si è rivolto al turco Muldur, dicendo qualcosa con la mano davanti alla bocca ed è una situazione di gioco proibita dal nuovo regolamento. La conseguenza è un rosso diretto sotto al muso del paraguaiano incredulo, con la panchina di Alfaro che insorge; al contrario, i turchi esultano e aizzano le decine di migliaia di connazionali in maglia rossa che popolano le tribune del Levi’s Stadium. In una partita complicatissima, ora i turchi intravedono uno spazio per recuperare.
ROSSO NELLA STORIA
—
Non c’era mai stato un rosso così: questa è la prima espulsione della storia a un giocatore colpevole di coprire il labiale. La nuova regola era stata approvata dall’IFAB all’unanimità proprio per colpire i calciatori che, mascherando il labiale, spesso pronunciano insulti o frasi antisportive. La norma è entrata in vigore da questo Mondiale, lo stesso presidente Gianni Infantino lo aveva spiegato così: “Chi non ha nulla da nascondere non ha motivo di celare il labiale, quindi se il gesto serve a coprire un’offesa discriminatoria, il cartellino rosso deve diventare la conseguenza naturale per ripulire il calcio da questi comportamenti inaccettabili“. All’origine di tutto l’ormai celebre caso Prestianni-Vinícius: durante Benfica-Real Madrid dello scorso febbraio, l’argentino Gianluca Prestianni si avvicinò al brasiliano Vinícius coprendosi la bocca con la maglia. In seguito alla denuncia del brasiliano e all’indagine UEFA, il giocatore fu riconosciuto colpevole di condotta omofoba e squalificato per sei partite. Da lì, la linea dura applicata per la prima volta qui a San Francisco.










English (US) ·