E' l'Algeria il primo fornitore di
gas dell'Italia, che ha progressivamente preso il posto della
Russia dall'inizio del conflitto con l'Ucraina. Dal Paese
nordafricano provengono infatti quasi il 34% degli 824 GWh
importati oggi, che insieme ai 30,62 di produzione nazionale e
ai 220,6 degli stoccaggi portano a oltre 1.075 GWh la
disponibilità di gas a livello nazionale.
E' quanto risulta dai flussi fisici previsti da Snam, da cui
emerge che l'Algeria contribuisce con 279,9 Gwh in arrivo a
Mazara del Vallo (Trapani) tramite il gasdotto Mattei. Seguono
gli stoccaggi di Stogit (Snam) con 187,3 GWh e i 129,37 GWh
rigassificati a Cavarzere (Rovigo). In Terza posizione ci sono i
124,47 GWh in arrivo dall'Azerbaijan a Melendugno (Lecce)
tramite il Tap (gasdotto Transadriatico), seguiti dai 68,62 GWh
trasformati nel rigassificatore di Livorno, i 64,81 GWh che
transitano da Passo Gries (Verbania), in arrivo dal Nord Europa,
i 59,71 GWh rigassificati a Piombino (Livorno), i 57 GWh del
rigassificatore di Ravenna e i 29,44 di quello di Panigaglia (La
Spezia). E' pari a 28,31 Gvh l'apporto del rigasificatore di
Stogit Adriatica, a 11,03 GWh il gas in arrivo a Gela
(Caltanissetta) dalla Libia tramite il gasdotto GreenStream e a
5 GWh quello stoccato da Igs. Importazioni zero in vece da
Tarvisio e da Gorizia, da cui un tempo proveniva il gas russo
attraverso l'Austria. Da Tarvisio risultano però in uscita 29,39
GWh che fanno dell'Italia un paese in parte esportatore di gas.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

2 ore fa
1









English (US) ·