Alberto Aquilani si presenta al Sassuolo: 'Porto entusiasmo'

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Sul campo lui, centrocampista dai piedi buoni, aveva regalato al Sassuolo sprazzi di talento forgiato nelle sfide con addosso maglie prestigiose come quelle della Roma e del Liverpool, della Juventus e del Milan, della Fiorentina. Adesso, tutta quella qualità, Alberto Aquilani è pronto a metterla a disposizione del club emiliano seduto sulla sua panchina portando "tutto l'entusiasmo" di un giovane tecnico di belle speranze, capace di portare il Catanzaro ad un millimetro da una incredibile promozione in Serie A.

"Sono onorato di essere qui - ha esordito in conferenza stampa al Mapei Stadium -: conosco le qualità di questo club e delle persone che lo compongono, e sono qualità rare nel mondo di oggi. E' stata una scelta abbastanza naturale. Io - ha scandito - porto entusiasmo, porto il desiderio. L'ambizione di allenare in Serie A è qualcosa che che nasce dentro dentro di me da quando sono piccolo perché chiunque fa questo lavoro lo fa con l'ambizione di farlo in Serie A. Essere qui rappresenta un motivo di orgoglio". Quanto al gioco, ha osservato dopo avere riconosciuto il valore dell'ex padrone di casa Fabio Grosso passato alla Fiorentina, uno che "lascia un'eredità importante e ha fatto un lavoro straordinario, ho le idee molto chiare su quello che mi piacerebbe proporre. Io non ho un mio calcio, ho delle idee chiare che mi piacerebbe trasferire alla squadra e a tutti i componenti del club, ai tifosi. Il calcio è in evoluzione, il calcio va avanti, il calcio è un qualcosa dove ti deve porre curiosità giornaliera e tutto questo si lega sempre a un gruppo che deve essere coeso e che crede in qualcosa in maniera forte".

Un gruppo ancora da plasmare ma senza particolari ansie sul mercato. "La storia del Sassuolo - ha argomentato - ci dice che quando vende dei calciatori, perché li forma e li vende magari anche giustamente, poi va sempre a ritrovare degli altri calciatori molto forti, quindi io da questo punto di vista non sono preoccupato. E' ovvio - ha aggiunto - che ci sono delle caratteristiche di calciatori presenti in rosa che secondo me sono importanti e mi auguro che possano rimanere. Io sono tranquillo perché ho alle spalle una proprietà e un direttore sportivo", Francesco Palmieri, "che sicuramente si faranno trovare pronti". Considerato un allenatore della 'nouvelle vague' Aquilani è pronto a incrociare sui prati della A altri giovani di successo come Daniele De Rossi e Cesc Fabregas, "due persone che stimo sia come allenatori che come uomini - ha sottolineato - : Daniele è un ragazzo con cui sono cresciuto, Cesc è stata una conoscenza, diciamo, più recente però c'è c'è stima reciproca". Ad ogni modo, parlando ancora di tecnici, "se devo fare un nome" di quelli cui ispirarsi, ha concluso Aquilani, "c'è un allenatore che è stato qui e che mi ha influenzato molto: Roberto De Zerbi perché oltre a essere un allenatore che stimo è anche un amico con cui ho condiviso pensieri, tattiche, discussioni. Nelle sue squadre ho sempre riconosciuto un qualcosa che mi stimolasse". 
   

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