Alaba: "Futuro? Sono aperto a tutto, ma resterò al top. Spagna impressionante, come Yamal..."

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Il capitano dell'Austria dopo l'eliminazione contro gli iberici: "Amarezza tremenda. Loro fortissimi". E sul futuro: "Lascio il Real, mi porto dietro 10 anni meravigliosi"

3 luglio 2026 (modifica alle 21:41) - LOS ANGELES (STATI UNITI)

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Dopo la sfilata degli spagnoli felici con una pizza in mano, soprattutto quel burlone di Cucurella che entra in scena al Real Madrid adesso che lui è appena sceso dal palcoscenico, nella pancia dell’immenso SoFi di Los Angeles è comparso David Alaba, sfinito dalla battaglia, ferito dall’addio al suo ultimo Mondiale, perfino impressionato dalla forza dei rivali. Il capitano dell’Austria, ora svincolato, dopo cinque anni e parecchi trionfi con il suo vecchio club, apre la porta alla nuova vita, con la tentazione di rimanere in Europa, magari in una delle big italiane che lo stuzzicano: "Inizia un nuovo capitolo e sono aperto a tutto, senza escludere niente, ma voglio rimanere al più alto livello possibile - ha detto a caldo -. Inutile, però, parlarne ora, con questa delusione addosso: non ho pensato ad altro che non sia il Mondiale fino a questo momento".

Quando prenderà la sua decisione?

"Mi serviranno alcuni giorni per assorbire questa amarezza tremenda, per poi poter pensare ad altro: tranquilli, parlerete ancora di me".

E, invece, ha deciso se resterà ancora in Nazionale?

"Stessa cosa, per quattro o cinque settimane la mia testa è stata al cento per cento focalizzata su questa maglia. Devo elaborare tutto, capire, riflettere sul futuro. Serve calma per fare i passi giusti".

Intanto, che primo bilancio fa di questa eliminazione con una super Spagna e del Mondiale dell'Austria?

"Abbiamo affrontato un avversario impressionante, di enorme qualità. Lo ha dimostrato nell'arco di tutti i novanta minuti: la Spagna ha giocatori che non sono soltanto molto pericolosi in avanti, ma tra i migliori a far circolare il pallone: in alcuni momenti lo hanno mosso con una qualità che credo poche nazionali al mondo possano avere. Sono perfino più forti di due anni fa. Per questo penso che possano arrivare molto, molto lontano in questo torneo…".

Pensa che abbiano ritrovato pure il migliore Lamine Yamal, quello che lei ha affrontato in tanti Clasicos?

"È un giocatore semplicemente speciale, non solo per le qualità incredibili, ma soprattutto per il coraggio. Non ha paura di niente, appena ha la palla ti punta sempre, continuamente, senza pause, senza perdere la fiducia in se stesso. Anche questo colpisce molto".

Pensavate di poter fare un percorso più lungo?

"Fa davvero molto male. Prima del torneo ci eravamo prefissati grandi obiettivi e volevamo fare un Mondiale importante. Per questo l'atmosfera dopo la partita era davvero pesante. Poi c’è stato il saluto di Marko Arnautovic nello spogliatoio ed è stato un momento super emozionante, sono scese anche delle lacrime dopo tutto quello che abbiamo condiviso".

In Olanda il commissario tecnico si è dimesso, in Germania si cambia allenatore, mentre in Austria questo non sembra essere un tema con Rangnick che rimarrà alla guida: pensa che il vostro calcio sia sulla strada giusta o serva cambiare qualcosa per fare un ulteriore salto di qualità?

"Credo che, nel complesso, la strada sia quella giusta. Erano quasi trent'anni che l'Austria non partecipava a un Mondiale e questo significa che il percorso intrapreso è corretto. Allo stesso tempo, sappiamo anche che contro le big mondiali come l'Argentina o la Spagna, ci manca ancora qualcosa in termini di qualità: ce lo ha detto questo torneo in entrambe le partite. In match di questo livello bisogna anche sapersi conquistare un po' di fortuna. Sono convinto che noi abbiamo le qualità per battere avversari del genere in una giornata perfetta, ma deve davvero funzionare tutto. Ne siamo consapevoli, per questo gruppo c'è ancora molto margine per crescere".

C’è stato un momento iniziale della sfida con la Spagna in cui avete pensato di potercela fare?

"Per tutti i novanta minuti è stata una gara complicata. Però credo che nei primi venti-venticinque minuti, fino al primo hydration break, abbiamo giocato piuttosto bene. Abbiamo avuto buone fasi difensive e anche qualche occasione per trovare il primo gol. Poi, durante quella pausa, loro hanno cambiato qualcosa…".

Anche lei si iscrive al partito di quelli che criticano le hydration break?

"Dico solo che per loro è stato positivo. Ha permesso di fermare il gioco e credo che da quel momento la partita sia cambiata molto ed è diventato tutto molto più difficile per noi. Prima, invece, la gara era decisamente aperta. Ma anche se adesso fa male, l’Austria si rialzerà, come ha sempre fatto”.

Poco prima di lei da qua è passato il neomadridista Cucurella con una pizza in mano: a lei dispiace non giocare più nel Real Madrid?

"Mi porto dietro anni meravigliosi. È stata una tappa molto importante della mia carriera e della mia vita: ho imparato tantissimo, vissuto momenti speciali anche perché il mio periodo a Madrid è stato ricco di successi. Certo, il finale è stato difficile. Prima il grave infortunio al ginocchio, poi alcuni problemi muscolari mi hanno impedito di avere la continuità e il ritmo che avrei voluto. Nel complesso, conservo soltanto ricordi bellissimi e adesso vediamo cosa mi riserverà il futuro: bisogna solo aspettare…”.

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