Lo svizzero è arrivato in prestito con diritto di riscatto fissato a 15 milioni, ma se i nerazzurri dovessero vincere il titolo scatterebbe subito l'obbligo
Per Manuel Akanji lo scudetto vale doppio. Il primo motivo è semplice: vincere anche in Italia. Fin qui ha alzato trofei in tutti i Paesi in cui ha giocato: Svizzera, Germania, Inghilterra. Coppe sparse col Basilea, altre col Borussia Dortmund e il triplete col City. Vincere in Italia significherebbe aggiungere un trofeo al palmarès e anche restare in Serie A. L’Inter l’ha preso dal Manchester in prestito con diritto di riscatto fissato a 15 milioni. In caso di scudetto, però, l’opzione diventerebbe definitiva senza passare dagli inglesi. È una delle condizioni legate alla formula messa in atto da Ausilio e Marotta in estate.
i piani per akanji
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L’intenzione dell’Inter, però, è di riscattarlo comunque. Akanji fin qui è stato impeccabile. Sei mesi da coltellino svizzero aggiunto, un po’ braccetto e un po’ centrale, affidabilissimo. Media voto Gazzetta del 6 spaccato (con tre ammonizioni), 13 presenze su 13 da titolare in campionato e tutte per novanta minuti. Chivu non l’ha mai sostituito. È rimasto in panchina solo contro Bologna in Supercoppa e Venezia in Coppa Italia, giocandone tre su sei in Champions dal primo minuto. In Serie A – tra i difensori centrali – è il quarto per passaggi completati ogni 90’ (61,6 a partita), nell’Inter è secondo per duelli vinti (50). Una certezza a cui non rinuncia quasi mai. Anche perché lo svizzero, destinato in estate al suo terzo mondiale, può giocare sia largo che in mezzo alla difesa. Un doppio ruolo a cui l’allenatore nerazzurro si è affidato in più occasioni. Per questo i piani alti nerazzurri sono intenzionati a riscattarlo. Akanji va per i 31 anni, ma l’esperienza è dalla sua: “Spero di restare qui – ha detto un mesetto fa - vediamo cosa succederà questa stagione, poi col club decideremo cosa fare. Ora sono molto felice a Milano”. Anche l’Inter è contenta di lui.










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