Addio emorragie: stop al sangue in 5 secondi

22 ore fa 1

La ricerca di base può salvarci la vita. Una tecnica premiata con il Nobel per la Chimica nel 2022 è stata sfruttata per creare coaguli sintetici, capaci di arrestare un'emorragia di sangue come quella provocata da ferite chirurgiche in 5 secondi. Il metodo, descritto nel dettaglio su Nature, permette una coagulazione più sicura e immediata rispetto a quella fisiologica o indotta da medicinali, anche se è stato per ora testato soltanto sui topi.

La chimica a scatto per potenziare i coaguli

Gli attori principali dell'emostasi, il processo che consente alle ferite di rimarginare, sono le piastrine o trombociti, frammenti di cellule che si trovano nel sangue. Queste si combinano con una "maglia" di fibrina per intrappolare i globuli rossi e tappare, insieme, le ferite, arrestando così la perdita di sangue. I coaguli naturali sono tuttavia, dal punto di vista meccanico, facili alla rottura e lenti a formarsi: impiegano minuti, che per una persona con una emorragia in corso possono fare la differenza tra la vita e la morte.

Un gruppo di scienziati guidati da Jianyu Li, ingegnere meccanico della McGill University di Montreal, in Canada, ha sfruttato la click chemistry (chimica a scatto), una tecnica da Nobel che permette di incastrare i mattoni di base delle molecole in modo rapido ed efficiente, per rendere i coaguli più resistenti.

Gli scienziati hanno legato alle proteine di membrana dei globuli rossi dei ratti alcune sostanze chimiche che - come tante "maniglie" - hanno consentito di collegare le varie di cellule tra loro, legandole a una molecola a catena lunga immessa nel sangue dei roditori. Il risultato è stata la formazione di un gel artificiale a base di cellule - un "citogel" - che consente una rapida emostasi e che non interferisce con la normale circolazione sanguigna.

Una rete salvavita

Senza creare problemi per la sicurezza dei topi, il processo ha permesso di generare coaguli a base di globuli rossi 13 volte più resistenti alla rottura, e quattro volte più adesivi alle ferite rispetto a quelli naturali. Gli scienziati li hanno applicati a ratti con incisioni al fegato, appurando che arrestavano l'emorragia persino più in fretta rispetto a un agente emostatico a base di gelatina ampiamente usato in chirurgia.

I ricercatori hanno l'obiettivo esplicito di arrivare un giorno a testare la tecnica su pazienti umani. Nel frattempo hanno dimostrato che si potrebbero utilizzare sia i globuli rossi del paziente stesso, da preparare in anticipo rispetto a un intervento programmato in non più di mezz'ora di tempo, sia quelli di eventuali donatori di un gruppo sanguigno compatibile, che si potrebbero tenere pronti (per un periodo di tempo limitato) in una banca del sangue.

Rispetto ad agenti coagulanti oggi utilizzati, la tecnica offre inoltre i vantaggi di non creare infiammazioni né accumulo di tessuto cicatriziale nella zona interessata dalla ferita.

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