Apple e Intel hanno raggiunto un accordo preliminare per la produzione di alcuni chip per i dispositivi della società di Cupertino. In una mossa strategica destinata a ridisegnare la supply chain della società per pochi mesi ancora sotto la guida di Tim Cook, il Wall Street Journal ha riferito che i colloqui tra le due aziende, sostenuti con forza dall'amministrazione Trump per riportare la produzione hi-tech negli Usa, sono in corso da oltre un anno e, in base ad alcune fonti, nei mesi scorsi è stata definita un'intesa formale.
Non è ancora chiaro a quali prodotti Apple la produzione di Intel sarà alla fine rivolta, ma è certo che sia destinata ad avere un peso importante: la compagnia della Mela commercializza oltre 200 milioni di iPhone all'anno, milioni di iPad e computer Mac. Di riflesso, la notizia ha dato slancio ai corsi di Borsa di Apple, in aumento di quasi il 2%, e di Intel, protagonista un altro balzo record, del 14 %. Intel ha due principali linee di business: la progettazione di chip e la loro produzione, sia basata su propri progetti sia su quelli di clienti esterni, all'interno della sua unità Intel Foundry, in fase di forte espansione dopo gli anni affidati alla manifattura esterna. I due settori hanno registrato prestazioni inferiori alle aspettative da anni, prima che Lip-Bu Tan assumesse la carica di ceo la scorsa primavera, promettendo di rilanciarli.
La scorsa estate, l'amministrazione Trump ha concluso un accordo per convertire quasi 9 miliardi di dollari in sovvenzioni federali in azioni Intel, dando al governo degli Stati Uniti una partecipazione del 10% nel produttore di chip in profonda difficoltà: l'iniziativa ha svolto un ruolo chiave nel portare Apple al tavolo delle trattative, gettando le basi per un profondo cambiamento nella supply chain della società degli iPhone.
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