Un'inaugurazione che è stata una festa alla memoria del celebre giornalista, scomparso nel 2020. Un nuovo luogo, unico in città, dedicato alla cultura e all'incontro, che raccoglie l'eredità di una delle più grandi firme del giornalismo sportivo
Le salite senza tempo in cui la storia passa accanto, le facce smunte dei campioni di provincia, i campi polverosi che raccontano più dei grandi stadi. E poi le tavolate imbandite al sole, meglio se con un buon rosso francese. Pathos e patè, avrebbe detto lui. È la vita che pedala verso l’ignoto o scappa via come una palla dispettosa. Tutto il mondo immaginifico di Gianni Mura, maestro di giornalismo e cantore dello sport in ogni spigolo, si è trovato dentro a un vecchio cortile di ringhiera nel quartiere Isola, dove le case basse della vecchia Milano incontrano i nuovi grattacieli con il naso all’insù. Qui è nata ufficialmente la prima Biblioteca dello sport in città, dedicata alla memoria del grande giornalista morto nel 2020 a 74 anni.
La cerimonia
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L’inaugurazione è stata una festa alla memoria di Mura, o meglio un brindisi perché lo avrebbe gradito di più: autorità cittadine, milanesi curiosi, amici di una vita, tutti a ricordarlo e ad abbracciare questo piccolo miracolo. È una struttura che entra a fare parte del sistema bibliotecario della città come luogo di cultura, incontro e identità. In cinquanta metri quadri appena imbiancati si terranno presentazioni di libri, verranno registrati podcast, saranno accolte scuole, mentre il numero di volumi sugli scaffali cresce grazie a donazioni generose. Nel giorno 1 della Biblioteca 2.173 libri popolano una stanza luminosa con un soffitto disegnato da Osvaldo Casanova, nero-rosso-blu che rimandano al derby e un ritratto di Gianni che penetra negli occhi. Tutto nasce dall’associazione “AltroPallone”, che è un tempo presiedeva lo stesso Mura ed ora dirige il giornalista Rai e conduttore della Domenica Sportiva, Paolo Maggioni.
UN REGALO
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Cinquant’anni di giornalismo sono iniziati proprio alla Gazzetta dello Sport, a inizio Anni Sessanta, quando il giovane Mura era un talentuoso praticante e iniziò a raccontare in presa diretta il Giro d’Italia. Il Tour de France, invece, è stato l’amore di una vita, seguito per 33 edizioni ed esplorato in ogni immagine letteraria, dall’eterno Marco Pantani all’ultimo dei gregari: raccontano che negli ultimi giorni di vita il cronista ostinato progettasse di seguire perfino la sua 34esima Grande Boucle. La Biblioteca nasce subito dopo l’Olimpiade cittadina e poco prima dell’inizio della Paralimpiade: nulla pare casuale, lo stesso spirito nobile chiude in un lucchetto passato e futuro. ”Questa Biblioteca è un regalo per Milano – ha raccontato Maggioni -. Volevamo uno spazio semplice e vivo, dove lo sport non fosse solo risultato o cronaca ma racconto, memoria, confronto. Tenere viva la memoria di Gianni significa anche custodirne gli insegnamenti, il suo sguardo curioso, l’ironia, l’attenzione alle persone prima che ai campioni”. Durante l’inaugurazione, Marco Pastonesi, storica firma della Gazzetta, ha letto a oltre a duecento persone venute per il taglio del nastro dei pezzi di vecchi articoli: erano frammenti di Mura, coriandoli di Mura, “praticamente murales”. Il 21 marzo, invece, è in programma una “Muratona” per ricordarlo con gli studenti del liceo “Carducci”: anche lì si leggeranno passi di libri. Chi vorrà passare al Civico 3 di via Confalonieri, troverà la porticina aperta il martedì e il giovedì dalle 14 alle 18 e il sabato dalle 9 alle 13. Potrà consultare libri di ogni ordine e grado, disciplina e penna, manuali per apprendisti sportivi e graphic novel, agili romanzi e saggi ponderosi. Sopra ogni cosa, però, troverà Gianni Mura, che da oggi è tornato ad abitare qui, nel cuore della città che tanto amava.







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