Cadillac è andata a un passo dalla seconda pole consecutiva, prima che un'infrazione ai box cancellasse il miglior tempo: davanti a tutti la Bmw di Marciello, Vanthoor e Magnussen. Settima la migliore Ferrari, quella di Giovinazzi-Calado-Pier Guidi
Alessandro Follis
12 giugno - 00:04 - LE MANS (FRANCIA)
Sarà Bmw a partire al palo nella 94esima edizione della 24 Ore di Le Mans. La M Hybrid V8, che viene da una doppietta sulla pista di Spa-Francorchamps e guida sia il campionato piloti che quello costruttori, si conferma la vettura più in forma con una pole position firmata dall'equipaggio della vettura numero 15, condotta da Raffaele Marciello, Kevin Magnussen e Dries Vanthoor. È stato proprio il pilota belga a firmare il giro decisivo in 3'22"564 che è valso la miglior prestazione nella Hyperpole 2, arrivata dopo la penalizzazione alla Cadillaci numero 38 di Jack Aitken inizialmente accreditato della pole. Ottavo posto per la migliore delle Ferrari, la 499P numero 51 di Alessandro Pier Guidi, Antonio Giovinazzi e James Calado. Scatteranno invece dodicesima e diciassettesima le altre due vetture di Maranello, con la numero 50 esclusa in Hyperpole 1 e quella dei vincitori dello scorso anno penultima e rimasta fuori dai turni di prove del giovedì.
Ferrari a inseguire
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Le parole dei piloti alla vigilia della gara non lasciavano spazio a dubbi: Ferrari non deve essere considerata la favorita per questa edizione della 24 Ore di Le Mans. Non potendo analizzare i dati del Balance of Performance (Bop), la formula per equilibrare le prestazioni che da quest'anno è tenuta segreta, non è possibile avere risposte certe sulle difficoltà della casa di Maranello dovute a peso e potenza più penalizzanti, anche se la risposta in questo senso appare chiara. In ogni caso, anche nel 2025 le tre 499P partirono nelle retrovie, ma si resero protagoniste di una grande risalita nelle fasi iniziali di gara. Detto di Ferrari, anche Toyota ha evidenziato difficoltà, qualificandosi al quattordicesimo e quindicesimo posto, mentre a brillare sono stati i prototipi con tecnologia Lmdh. Da evidenziare il debutto del nuovo formato di qualifiche, che impone alle squadre di utilizzare i tre piloti nelle tre diverse sessioni: qualifica, Hyperpole 1 per i migliori 15 e Hyperpole 2 per i 10 più rapidi. Questo ha fatto sì che i valori in campo cambiassero più volte in base al pilota che saliva in vettura: Alpine aveva infatti condotto entrambe le prime due sessioni con la vettura numero 35 nelle mani di Habsburg e Milesi, prima di chiudere terza con Antonio Félix da Costa. Cadillac, apparsa veloce per tutta la settimana, si deve accontentare della prima fila con la vettura numero 12 di Delétraz-Nato-Stevens, mentre va segnalata la grande prestazione delle debuttanti Genesis, sesta e nona in griglia. Si prospetta infine un fine settimana difficile per Peugeot, unico costruttore a mancare totalmente la Hyperpole con il sedicesimo e diciottesimo tempo in qualifica.
Le altre classi
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Nella categoria Lmgt3 la pole position è andata per il secondo anno di fila al pilota italiano Mattia Drudi, al volante dell'Aston Martin Vantage numero 27 di The Heart of Racing: insieme a Ian James e Zacharie Robichon partirà al palo in gara, dopo aver fatto segnare il record per la sua categoria in 3'52"433. A quasi un secondo di distacco si è classificata la Ferrari 296 Lmgt3 Evo di Alessio Rovera, pilota ufficiale del Cavallino Rampante che condivide l'abitacolo della vettura numero 21 di Vista AF Corse con François Hériau e Simon Mann. Infine, nella Lmp2, mai come quest'anno ricca di protagonisti prestigiosi, il più veloce è stato il giovane francese Esteban Masson sulla Oreca 07 - Gibson numero 29 di Forestier Racing by Panis, che divide con Louis Rousset e Oliver Gray.









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