2 giugno: la parata di tutti, ai Fori i droni e gli obiettori di coscienza

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Cappellani militari in marcia, corpi di forze armate, di polizia e del servizio civile con un proprio settore e l'ultima sfilata della cagnetta Briciola. Nell'ottantesimo anniversario della Repubblica, alla parata dei Fori Imperiali cambia il modo di raccontare gli uomini, le donne e tutti i simboli al servizio del Paese. Davanti alle massime cariche dello Stato, ma anche di fronte a una platea formata da famiglie e scuole, hanno sfilato rappresentanze, reparti, mezzi e 280 sindaci. Come negli scorsi anni ha prevalso la tradizione, ma le celebrazioni targate 2026 hanno risentito anche dell'incidente alle prove dei giorni scorsi, quando un gruppo di trenta cavalli era scappato in strada, imbizzarrito dalle esplosioni di fuochi d'artificio, ferendo una poliziotta e tre militari oltre a danneggiare alcune auto. Alcuni dei cavalli, infortunati, sono stati sostituiti alla parata così come le quattro persone ferite non hanno potuto marciare: tra loro una militare e l'agente, che hanno seguito la cerimonia in tv dall'ospedale. Sono stati invece esclusi dalla cerimonia i quattro vigili forse coinvolti nella vicenda dei petardi esplosi. Quest'anno inoltre i vari Corpi delle forze dell'ordine, dalla Penitenziaria alla Polizia, hanno sfilato con un proprio settore, così come la Protezione civile, i Vigili del fuoco e l'unità di crisi della Farnesina. È stato così anche per i volontari del servizio civile, alcuni dei quali avevano chiesto di non marciare in quanto obiettori di coscienza: perplessità poi rientrate. In marcia si sono messi - per la prima volta nella storia delle celebrazioni del 2 giugno - anche i cappellani militari. Nei complessivi dodici settori tematici, ai Fori Imperiali, c'erano oltre 5.500 uomini e donne, che per il ministro della Difesa Guido Crosetto hanno rappresentato "il volto migliore dell'Italia".

Non solo soldati. Ad essere esibiti sono stati anche i droni di ultima generazione come il sistema Skynex per la difesa antiaerea che protegge da velivoli a pilotaggio remoto. Dall'evento, che si è chiuso con il consueto sorvolo delle frecce tricolori, è stato cancellato all'ultimo momento il lancio dei parà a causa del vento. Per Briciola, la cagnetta 'carabiniera', è stata invece l'ultima parata in uniforme. La storica mascotte della Fanfara del quarto Reggimento dell'Arma a cavallo ha compiuto i 14 anni e da 13 fa parte della famiglia dei militari.

Accudita nella caserma di Tor di Quinto, Briciola si è praticamente addestrata assieme ai cavalli del reparto in occasione delle esibizioni durante le cerimonie istituzionali, tanto da ricevere l'affettuoso e simbolico riconoscimento del grado di vicebrigadiere. Nel 2015 lo show che la portò alla ribalta, quando durante una cerimonia al Quirinale si lanciò in una improvvisa capriola davanti al presidente della Repubblica. C'è anche chi non ha condiviso le modalità della festa, tentando una protesta con uno striscione dalla scritta 'Ripudiare la guerra, difendere la terra': sei attivisti di Exintion Ribellion sono stati fermati nei pressi di Fori Imperiali mentre erano pronti ad inscenare un blitz dimostrativo e non autorizzato.

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