Efficacia, vantaggi e svantaggi sui (tanti) provvedimenti restrittivi alla circolazione adottati in Italia nello studio intitolato: "Auto e città, oltre i divieti", condotto dall'Osservatorio Mobilità della Luiss Business School
Alessandro Pinto
19 giugno - 17:44 - ROMA
Su un totale di 500 Ztl sparse in tutta Europa, ben 446 sono in Italia (89,2%). La Spagna, al secondo posto, ne conta 29. Il primato italiano scende al 56,2% includendo le cosidette "Lez". Le Low Emission Zone dove l'accesso è regolato in funzione dell'omologazione Euro sulle emissioni del veicolo. Sono 338 in Europa, 82 in Spagna seguita da Francia (63), Germania (57) e Paesi Bassi (40). L'Italia occupa il quinto posto con 37 aree a basse emisioni. Il gradino più alto del podio nella classifica delle restrizioni emerge dalla ricerca condotta dal team di esperti e ricercatori guidato da Fabio Orecchini, direttore osservatorio Auto e Mobilità della Luiss Business School. Intitolato Auto e città, oltre i divieti evidenzia come il tema della mobilità sia continuamente oggetto di regolamentazione da parte delle amministrazioni, che mostrano attenzione al problema ambientale dovuto al congestionamento delle città, ma agiscono in assenza di standard normativi nazionali. Criteri, regole di accesso e applicazione variano sensibilmente da città a città, creando una frammentazione che complica la comprensione delle norme per automobilisti, operatori e turisti.
benefici e disuguaglianze
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Provvedimenti adottati per regolare la mobilità nel Paese europeo con il più alto numero di auto per abitante: 701 vetture ogni 1.000 abitanti. Ciò che manca, sottolinea l'Osservatorio, è un sistema di monitoraggio basato su indicatori di performance (Kpi), per avere una mole di dati che indichi l'efficacia delle restrizioni adotatte. Con l'obiettivo di orientare le politiche future in modo più mirato e trasparente. I sistemi tariffari di pedaggio (o Congestion Charge), le Low Emission o Zero Zones, nelle quali è vietato l’accesso ai veicoli che non rispettano determinate caratteristiche ambientali, come le Zone 30, le Ztl, le Aree pedonali ed altre limitazioni particolari, producono infatti benefici e disuguaglianze. L'analisi di 25 studi internazionali conferma l'efficacia delle misure di regolazione degli accessi. Lez e congestion charge producono, nella maggior parte dei casi, una riduzione delle emissioni e del traffico, un miglioramento della qualità dell'aria e un incremento del valore immobiliare nelle aree interessate. L'eccesso, però, produce una sorta di "riserva indiana" nelle città: spazi privilegiati e più vivibili per residenti, attività commerciali e categorie autorizzate. Vengono penalizzate, in particolare, le fasce di popolazione maggiormente esposte alla svalutazione dei veicoli datati e minore capacità di sostituire quelli più inquinanti. Stessp discorso per chi abita su strade limitrofe alle ZTL, dove solitamente aumentano i flussi di traffico. Per questo, nei casi di maggiore successo, le politiche ambientali sono accompagnate da misure compensative, come incentivi al rinnovo del parco auto e un rafforzamento significativo del trasporto pubblico locale, affinché sostenibilità ambientale ed equità sociale possano procedere di pari passo.










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