Zanardi, l'incidente in Val d'Orcia e i 32 giorni che commossero l'Italia

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Il ricordo di quel maledetto pomeriggio del 19 giugno 2020 lungo la statale 146 a Pienza, in Val d'Orcia, è una ferita ancora aperta nel cuore degli sportivi e non solo. Oggi quella corsa si interrompe, ma a sei anni di distanza dall'incidente che travolse per la seconda volta la vita di Alex Zanardi, c'è un altro traguardo che Alex ha tagliato: è quello nel cuore di milioni di persone e resta definitivo, indelebile.

Era una tappa della staffetta "Obiettivo Tricolore" evento di beneficenza da lui organizzato quando nella provincia di Siena, nella strada tra Pienza e San Quirico d'Orcia, la handbike di Zanardi scivolò in curva, finendo contro un camion.

Lo schianto, poi la corsa disperata in ospedale. La degenza di Alex Zanardi inizia quando l'elicottero Pegaso atterra sul tetto del policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena. Le sue condizioni vengono definite immediatamente "disperate" a causa di un trauma cranico-facciale devastante. Appena arrivato, Zanardi viene sottoposto a un delicatissimo intervento di neurochirurgia e maxillo-facciale durato circa tre ore.

L'obiettivo è stabilizzare le fratture e ridurre l'edema cerebrale. Trasferito in terapia intensiva, il campione viene posto in sedazione profonda. Il bollettino medico diventa un appuntamento quotidiano per l'Italia intera davanti alle tv: "Quadro neurologico grave, prognosi riservata".

Un'attesa giornaliera sfibrante. Durante i 32 giorni di degenza a Siena, sempre circondato dall'affetto della moglie Daniela e del figlio Niccolò, Alex Zanardi torna in sala operatoria per altri due interventi neurochirurgici necessari per gestire l'evoluzione del trauma e un'operazione di ricostruzione cranio-facciale. Dopo circa un mese, l'equipe medica inizia la lenta riduzione dei sedativi. Nonostante la gravità, i parametri vitali mostrano una stabilità che permette, il 21 luglio 2020, il trasferimento in una struttura di riabilitazione specialistica lombarda.

Cordoglio, per la scomparsa, del campione è stato espresso - con una nota - dalla direzione dell'Azienda ospedaliera senese: "Il suo coraggio e la sua straordinaria capacità di affrontare le avversità hanno lasciato un segno profondo in tutti coloro che hanno avuto modo di assisterlo e conoscerlo". 

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