Xbox verso la retromarcia: il Game Pass è diventato troppo caro

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La nuova responsabile Asha Sharma riconosce l'insostenibilità dei prezzi attuali e pianifica una ristrutturazione dell'offerta per recuperare attrattiva sul mercato

 il Game Pass è diventato troppo caro

14 aprile 2026 | 10.40

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L'attuale assetto economico di Xbox Game Pass sembra aver raggiunto un punto di rottura, costringendo i vertici di Microsoft a una pubblica ammissione di colpa interna. Asha Sharma, recentemente insediata alla guida della divisione Xbox, ha descritto in un memo aziendale (ottenuto dal sito The Verge) la necessità impellente di rivedere l'equazione del valore del servizio, definendo i costi attuali come eccessivi per la base d'utenza. L'obiettivo dichiarato è quello di traghettare l'abbonamento verso un sistema più flessibile, ammettendo implicitamente che l'attuale configurazione non rappresenta la destinazione finale della strategia di Redmond.

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La crisi di identità del servizio affonda le radici nel drastico rincaro dello scorso anno, quando l'abbonamento Ultimate ha subito un incremento del 50%, toccando la quota di 29,99 dollari mensili (26,99 euro in Italia). Tale manovra era stata giustificata dall'inclusione di titoli di richiamo globale, primo fra tutti Call of Duty, la cui presenza nel catalogo ha però generato un paradosso interno. Se da un lato l'integrazione del franchise di Activision doveva fungere da volano per le sottoscrizioni, dall'altro ha sollevato preoccupazioni circa la cannibalizzazione delle vendite dirette, minando la redditività complessiva del modello di business.

Le indiscrezioni di settore suggeriscono ora un possibile cambio di rotta drastico che potrebbe prevedere persino l'esclusione delle nuove uscite di Call of Duty dal pacchetto base nel corso dell'anno. Sebbene Sharma non abbia ancora annunciato modifiche immediate, la consapevolezza delle criticità legate al prezzo appare chiara e definita. I prossimi incontri interni serviranno a delineare una nuova strategia che, pur richiedendo tempi tecnici di sperimentazione, punta a ristabilire un equilibrio tra i ricavi necessari alla divisione e l'accessibilità economica richiesta dal pubblico.

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