X testa una funzione per scoprire se i propri post vengono censurati

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X ha avviato i test di una nuova funzionalità progettata per rilevare le restrizioni algoritmiche applicate ai contenuti degli utenti, pratica comunemente nota come "shadowban". Lo strumento, denominato "under the hood" ('sotto il cofano'), è attualmente disponibile per un gruppo ristretto di iscritti, integrato nel menu delle impostazioni dell'applicazione.
    La funzione consente il download di un file che contiene le statistiche aggregate degli ultimi trenta giorni. L'analisi del documento permette di individuare la presenza di etichette restrittive che riducono la visibilità dei post, impedendone l'inserimento nei circuiti di raccomandazione o confinandone la visualizzazione ai soli follower. Una sorta di censura automatica. I dati diffusi dall'azienda indicano che tali penalizzazioni vengono applicate in caso di contenuti classificati come spam, materiale violento o non adatto ai minori, furto d'identità e altre violazioni delle norme.
    Per il vicepresidente del prodotto di X, Keith Coleman, i cambiamenti segnano "un livello di trasparenza senza precedenti nella comprensione dell'algoritmo", si legge in un post sul social.
    La novità è stata accompagnata dalla pubblicazione in formato open-source, ossia aperto e consultabile, di una parte dell'algoritmo di X che decide quali contenuti suggerire agli iscritti. L'azienda ha scelto di mantenere segrete le porzioni di codice più sensibili e tutti i meccanismi che gestiscono la pubblicità, per impedire agli utenti di studiare il sistema e manipolarlo per ottenere visibilità in maniera pilotata e non autentica.
   

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