Vittoria di Savoia, figlia di Emanuele Filiberto: "Faccio la cameriera, chiamatemi Vitto"

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Il padre rivendica il trono d'Italia, ma la primogenita ha scelto una strada diversa dalla politica: arte e indipendenza

Andrea Fiori

16 aprile - 15:36 - MILANO

Vittoria di Savoia, ventiduenne figlia di Emanuele Filiberto e Clotilde Courau, si racconta come una giovane donna lontana dai protocolli reali, preferendo farsi chiamare semplicemente "Vitto". Nonostante sia la prima in linea di successione al trono d'Italia (in senso dinastico), la sua quotidianità a Londra è fatta di studio e indipendenza. Dopo aver abbandonato gli studi in politica all'insaputa dei genitori, ha scelto di mantenersi lavorando come cameriera in un pub e in una galleria d'arte, rivendicando con orgoglio la possibilità di pagarsi da sola i corsi di recitazione e di costruire il proprio percorso senza pesare sul cognome che porta.

Vittoria di Savoia: "provavo rabbia"

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La giovane Vittoria si è raccontata a 360 gradi in una recente intervista per il Corriere della Sera. La sua adolescenza è stata segnata da una fase di profonda rabbia, scaturita dalla difficoltà di comprendere le dinamiche della sua famiglia e le questioni legate alla propria eredità dinastica. "Non capivo la questione del cognome", confessa, ammettendo anche il desiderio infantile di vedere i genitori più spesso insieme. Oggi, però, quel conflitto appare superato: il rapporto con il padre è descritto come sincero e aperto, frutto di una crescita reciproca che l'ha portata a vedere i genitori non solo come figure autoritarie, ma come persone che imparano a loro volta dai propri errori.

cameriera, modella, attrice

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Il futuro di Vittoria si muove su binari creativi e poliedrici: è modella, curatrice d'arte e presto debutterà come attrice protagonista in un film di Prime Video in uscita a settembre. Recentemente ha co-curato una mostra a Milano durante la Design Week, portando una riflessione contemporanea sul mito del "Ratto di Europa". Oltre all'arte, la giovane Savoia dimostra una spiccata sensibilità sociale, ricordando con emozione la missione umanitaria in Ucraina al fianco della Croce Rossa, un'esperienza che l'ha segnata profondamente e che l'ha spinta a confrontarsi con la realtà cruda della guerra.

Vittoria di savoia: non chiamatemi influencer

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Nonostante vanti oltre centomila follower su Instagram, Vittoria rifiuta categoricamente l'etichetta di influencer. Per lei i social devono essere uno spazio di condivisione artistica e non una vetrina del privato o un mezzo per imporre canoni estetici ai coetanei. Ha persino scelto di disinstallare TikTok per recuperare la capacità di concentrazione e dedicarsi ad attività più tangibili, come la lettura o la fotografia analogica. Tra i suoi interessi più singolari spiccano il corso da clown e le serate nei pub di Londra, dove si unisce agli anziani per imparare a suonare l'armonica, dimostrando una ricerca di autenticità che va ben oltre il suo titolo nobiliare.

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