Meteo infernale, il campione danese stacca tutti in salita ed è maglia gialla in classifica: a maggio punterà alla rosa del Giro d'Italia. Ayuso cade e si ritira
Finalmente Jonas. Nella quarta tappa della Parigi-Nizza, con 2500 metri di dislivello negli ultimi 70 chilometri e un meteo infernale, Jonas Vingegaard ha aperto alla sua maniera la stagione che lo porterà a inseguire a maggio la maglia rosa del Giro d’Italia. Vittoria sul traguardo in salita di Uchon (punte del 14% nell’ultimo chilometro) e rivali spazzati via: alle sue spalle a 41” il colombiano Dani Martinez, a 45” gli olandesi Tim Van Djike e a 1’42” Mick Van Dijke, tutti e tre della Red Bull-Bora.
vingegaard leader
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Vingegaard è maglia gialla di leader con 52” su Dani Martinez e 3’20” sul tedesco Georg Steinhauser (Ef). “Ci aspettavamo una giornata folle, ma sicuramente non come è andata a finire oggi – spiega Vingegaard, 29 anni -. Avevamo anche un piano, volevamo partire sulla penultima salita, ma poi è successo un po’ di tutto. Velocità sempre altissima, non c’è stato nemmeno tempo di cambiare i vestiti. Ma le gambe c'erano e io mi sentivo veramente bene”. Il campione danese della Visma-Lease a Bike non vinceva da 178 giorni, classifica finale della Vuelta a Madrid, quando l’ultima tappa venne interrotta dalle proteste dei manifestanti pro-Pal per la presenza del Team Israel in gara. Ha vissuto un inverno reso complicato da una caduta in allenamento in discesa in Spagna, disturbato dalla presenza di un cicloamatore che lo seguiva per voler fare una foto con lui. E poi l’influenza che ne ha ritardato il debutto, inizialmente previsto all’Uae Tour negli Emirati Arabi il 16 febbraio. In mezzo, la decisione di puntare forte sul Giro d’Italia, che disputerà per la prima volta in carriera e del quale è ovviamente il favorito numero 1. Perché Vingegaard, nella perenne sfida a distanza (e non solo) con Tadej Pogacar, vorrebbe realizzare un record che lo sloveno non ha ancora centrato: diventare l’ottavo campione a conquistare Giro, Tour e Vuelta.
obiettivo... triplete
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Jonas ha già conquistato due volte il Tour nel 2022 e 2023, e la Vuelta 2025: allo sloveno manca la Vuelta, che ha corso solo nel 2019, al debutto da pro’, terzo. Oggi alla Parigi-Nizza, ben protetto da Edoardo Affini, il gigante mantovano che è sempre più un suo fedelissimo (“voglio ringraziarlo, ha fatto un lavoro superbo per me”), Vingegaard ha spazzato via anche le nubi basse, la pioggia, il vento e il freddo che hanno attanagliato la Borgogna. E anche quell’asfalto viscido che lo preoccupa sempre e che ha tradito invece lo spagnolo Juan Ayuso, maglia gialla di leader dopo la cronosquadre di martedì, caduto pesantemente a 70 all’ora e costretto al ritiro a 50 km dall’arrivo. Il talento della Lidl-Trek è stato portato in ospedale per accertamenti. La Corsa verso il Sole (!) si concluderà domenica a Nizza: venerdì la quinta tappa, Cormoranche sur Saône-Colombier le Vieux, 206 km con arrivo in salita (4,6 km al 3,5% medio) dopo un finale molto accidentato.










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