Vingegaard: "Che onore la maglia rosa a Roma! Applausi alla squadra, il Giro è sempre imprevedibile"

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Il danese si prende la maglia rosa dopo l'ennesima prova di forza: "Nell'ultimo chilometro ho rallentato per godermi il momento, è stato bellissimo"

Ciro Scognamiglio

Giornalista

30 maggio - 18:29 - MILANO

"Volevo godermi il più possibile gli ultimi metri, è stato bello poter rallentare nell'ultimo chilometro e godermi davvero questo momento e tutto il pubblico e la folla lungo la strada. Avere la maglia rosa a Roma è molto speciale, tutta la squadra ha lavorato tantissimo nelle ultime settimane e anche oggi. Sono così contento di sigillare questa vittoria anche per loro, onorando tutte le persone, anche quelle che sono state toccate dal terremoto". Ecco tutta l’emozione di Jonas Vingegaard, il dominatore del Giro d’Italia: quinto successo di tappa a Piancavallo, nella tappa partita da Gemona del Friuli nel ricordo del sisma che sconvolse il Friuli nel 1976, e primato in cassaforte. Domani sarà incoronato come primo danese di sempre a vincere la corsa della Gazzetta, "Il Giro è sempre molto imprevedibile, è una gara così dura, possono succedere moltissime cose però i miei compagni di squadra sono stati straordinari, sono riusciti a controllare tutto ed è il motivo per cui ho vinto cinque tappe e sono riuscito a conquistare anche la maglia rosa. Ho avuto delle buone risposte, oggi mi sono sentito fortissimo ho avuto un'ottima giornata. Naturalmente sono molto contento e fiero della giornata di oggi e delle ultime tre settimane".

sensazioni

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Insomma, Vingegaard è andato oltre i sogni e adesso lo attenderà la sfida con Pogacar al Tour. "Sono incredulo, senza parole. Penso che sia andato tutto anche meglio di quanto ci aspettassimo, perché il Giro è sempre il grande giro più imprevedibile dell'anno. Quindi sì, mi sembra che abbiamo avuto tutto sotto controllo per tutto il tempo e non capita spesso al Giro. Quindi ovviamente siamo molto felici e questo è più di quanto ci aspettassimo. Se posso fare ancora meglio di così al Tour? Lo spero, lo spero. Il tempo lo dirà. Voglio dire, ovviamente, per poter competere con Pogacar, devi essere al massimo della forma. Penso anche che, rispetto agli altri anni, ho dovuto fare un passo avanti". Ma che cosa ha pensato quando ha passato la linea bianca? "Forse un po' di incredulità, o non direi incredulità – voglio dire, ovviamente, credo in quello che è successo – ma sì, è stato un momento davvero importante, un bel momento. Ho cercato di godermelo appieno, e sì, poi la prima cosa che ho visto quando sono andato dai ragazzi è stata la Fiat 500 del 1916. Era una bella macchina". E giù risate: il momento di godersi il trionfo, al debutto nella corsa rosa, è finalmente arrivato. La grande bellezza di Roma, domani, sarà la meravigliosa cornice per una storia che merita di essere ricordata”.

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