Villa d'Este, un secolo di golf e di meraviglia

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Il circolo di Montorfano, in provincia di Como, compie 100 anni e prepara iniziative speciali per festeggiare il compleanno. Il fascino di un campo che ha ospitato re e regine d'Europa e anche attori come Bing Crosby e Gregory Peck

Matteo Dore

Giornalista

1 aprile - 16:04 - MILANO

Lo dice chiunque ci abbia giocato, chiunque ci abbia lavorato, chiunque lo abbia solo frequentato magari solo per una cena: il Circolo Golf Villa d’Este è come casa. Sono tutti d'accordo. Perché eleganza, accoglienza e amicizia sono caratteristiche che fanno parte di questo piccolo angolo di paradiso da sempre. Anzi, per l'esattezza da 100 anni. Villa d'Este compie un secolo di vita e continua a raccontare la sua storia di eccellenza, glamour e agonismo al più alto livello. Il presidente Antonio Munafò ha spiegato che «100 anni non sono solo un anniversario, sono una responsabilità. Celebrare il centenario non significa soltanto guardare al passato con orgoglio. Significa soprattutto riconoscere il valore di una storia costruita da generazioni di soci, presidenti, dirigenti, sportivi e lavoratori, che hanno reso questo circolo uno dei luoghi più iconici del golf italiano. Il payoff che abbiamo scelto per questo anno speciale - Heritage Made Contemporary - esprime perfettamente lo spirito con cui vogliamo viverlo: custodire la tradizione, ma continuare a renderla viva nel presente e nel futuro».

bellezza sul lago

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Le diciotto buche di Villa d’Este hanno sempre affascinato i frequentatori del vicino Lago di Como. Il circolo nasce nel 1926 dall'esigenza di accontentare i molti ospiti anglosassoni che durante la villeggiatura avrebbero volentieri giocato a golf. Ma il golf non c’era. Ne fu promotore il Grand Hotel Villa d’Este che volle creare un'offerta in più per i suoi ospiti e attirare ancora di più un turismo di qualità. Mise dunque mano al progetto, individuando i terreni vicino al Lago di Montorfano e realizzando tracciato e club house di stile e fascino britannico. Separati più tardi nel corso del secolo, proprio in occasione del Centenario il Golf e l’Hotel tornano a camminare insieme, riuniti nella stessa proprietà. «Il circolo di golf rappresenta un importante tassello che torna a far parte del Gruppo Villa d’Este dopo molti anni, ne siamo profondamente orgogliosi, è un’eccellenza del nostro territorio e un patrimonio di cui ci sentiamo custodi», sottolinea Giuseppe Fontana, presidente del consiglio di amministrazione di Villa d’Este SpA. «Con il suo rientro nella sfera proprietaria di Villa d’Este, il Golf vive oggi una nuova stagione di splendore: un patrimonio da valorizzare e rilanciare, con una particolare attenzione alle nuove generazioni che desiderano avvicinarsi a questo sport e al suo lifestyle».

in mezzo al bosco

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Campione e architetto inglese, autore di parecchi capolavori in ogni parte d’Europa, fu James Peter Gannon a firmare le diciotto buche di Villa d’Este, capace come pochi altri di creare campi che sembrano da sempre appartenere alla natura. Qui si gioca sui dolci pendii di Montorfano, dove i fairway sono disegnati dentro un fitto bosco di pini, castagni e betulle. Villa d'Este è un campo che richiede strategia e precisione. Tecnica e fantasia. Un percorso destinato a fare scuola, superare le mode, battere la tecnologia, dalla vocazione internazionale e agonistica. Erano internazionali le frequentazioni del Grand Hotel Villa d’Este, lo divennero anche quelle del golf, dove si potevano incontrare il Duca di Windsor o Re Leopoldo del Belgio, Bing Crosby e Gregory Peck. Diciotto buche così sfidanti da alzare l’asticella al massimo livello professionistico e amatoriale. Solo due anni dopo l’apertura arrivarono i migliori giocatori professionisti dell’epoca per l’Open d’Italia (1928), la prima di 12 edizioni. E più tardi l’invito fu per i migliori amateur continentali, chiamati a giocare gli Internazionali d’Italia (57 le edizioni maschili e 42 quelle femminili). La sfida si era posizionata ad altissimo livello e in questo clima agonistico nacque anche la Targa d’Oro, gara nazionale che conta il numero record di 80 edizioni.

le celebrazioni 

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Ma il passato si celebra pensando anche al futuro. Così, nel ricco menu del Centenario, ci sarà il ritorno degli Internazionali d’Italia (23-26 aprile) e della Targa d’Oro (23-25 maggio), la gara nazionale più longeva d’Italia. La Pro Am del Centenario (8 giugno) metterà in campo professionisti e dilettanti insieme con una formula molto apprezzata. Ma il momento più alto in termini di golf ai massimi livelli sarà la Legends’ Exhibition (29 giugno), con in campo quattro straordinari campioni, artefici delle pagine più belle della Ryder Cup moderna: Luke Donald, il capitano vincitore da una parte e dall’altra dell’Oceano, con i suoi vice capitani Josè Maria Olazabal, Edoardo e Francesco Molinari. Sarà un match tra di loro, ma saranno in campo anche altri giocatori del tour europeo. Non mancherà un richiamo al passato quando (13-14 maggio) The Hickory Masters proporrà un salto indietro nel tempo, un ritorno alle origini del golf con dress code d’altri tempi e bastoni d’epoca in sacca. Non ultima, la grande Festa del Centenario (20-21 giugno) riservata ai soci e a tutti coloro che al circolo appartengono e che raccolgono il testimone del rilancio verso il futuro; due giorni intensi tra gioco, musica e convivialità.

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