La Sprint S 125 interpreta in chiave giovane e sportiva la famiglia small frame, erede dei "vespini" che hanno accompagnato generazioni di italiani. Il dettaglio più riconoscibile è il faro rettangolare, abbinato a finiture nere, grafiche dedicate e cerchi da 12". In città convince per agilità, facilità di guida e consumi contenuti; fuori porta il monocilindrico è regolare e piacevole, a patto di non chiedere troppo. Migliorata la frenata, grazie al disco posteriore con Abs. Prezzo importante, ma coerente con il mondo Vespa: 5.550 euro
Valerio Boni
18 giugno - 08:29 - MILANO
Forse il segreto della Vespa è proprio questo: essere rimasta se stessa senza diventare prigioniera di se stessa. Dal 1946 a oggi è cambiato quasi tutto, dai motori alle norme antinquinamento, dall’elettronica alla sicurezza, dalle abitudini di mobilità al modo stesso di vivere lo scooter. Ma la Vespa continua a occupare un posto a parte. Non è soltanto un veicolo per spostarsi in città, e non è nemmeno semplicemente uno scooter premium. È un oggetto di design industriale diventato linguaggio comune, una forma riconoscibile anche da chi di motori non si interessa, un piccolo pezzo d’Italia che ha saputo attraversare generazioni, mercati e mode. La Sprint S 125 rappresenta oggi una delle interpretazioni più giovani e dinamiche di questo universo. Appartiene alla famiglia small frame, erede moderna di quella stirpe di "vespini" 50 e 125 che ha accompagnato studenti, pendolari, ragazzi alla prima patente e adulti affezionati a un modo leggero di muoversi. Rispetto alla Primavera, che resta la Vespa più elegante e classica della gamma compatta, la Sprint S sceglie un’immagine più grintosa. Il richiamo più evidente è nel faro rettangolare, una citazione diretta della 50 Special degli anni Settanta, uno dei modelli più amati della storia Vespa. Ma non è l’unico dettaglio, ci sono finiture nere, grafiche dedicate, una griglia a cinque feritoie sulla "pancia" sinistra, cerchi da 12" dal disegno più moderno e un insieme che cerca di parlare a chi vuole la Vespa, ma non necessariamente la Vespa più romantica. È anche molto diversa dalle Gts large frame. La Gts è più grande, più comoda, più potente, più adatta a un uso extraurbano frequente e a spostamenti anche importanti. La Sprint S 125 invece resta fedele alla logica della Vespa compatta, con dimensioni contenute, peso gestibile, grande facilità di inserimento nel traffico, motore 125 accessibile anche con patente B, e una guida che privilegia immediatezza e agilità. Anche il prezzo conferma questo posizionamento: la Vespa Sprint S 125 costa 5.550 euro, cioè poco più della Primavera 125, che parte da 5.350 euro, ma resta molto distante dalla famiglia Gts, più potente e turistica. La differenza non è quindi soltanto economica, ma di filosofia visto che la Sprint S è la Vespa compatta più sportiva e giovanile, pensata per chi vuole il fascino della small frame con un’immagine meno classica. Non vuole fare la granturismo in miniatura. Vuole essere una Vespa vera, ma più urbana, più giovane nel carattere.
1 Com’è fatta
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La Vespa Sprint S 125 conserva l’elemento tecnico più distintivo della Vespa, che come è noto è la scocca portante in lamiera d’acciaio. È una scelta che oggi ha il sapore di una dichiarazione culturale, perché la maggior parte degli scooter utilizza telai tubolari rivestiti da plastiche. Qui invece carrozzeria e struttura coincidono, e questo contribuisce a dare allo scooter una sensazione particolare, più compatta, e soprattutto più solida. È uno degli elementi che spiegano perché una Vespa sia percepita diversamente anche quando la si usa per percorrere semplicemente pochi chilometri in città. La Sprint S condivide la base della Primavera, dalla quale si distingue per un’impostazione estetica più sportiva. Il faro anteriore rettangolare è il dettaglio più caratterizzante. Riprende volutamente quello della Vespa 50 Special degli anni Settanta, quando la piccola di Pontedera diventò il simbolo della mobilità giovane, economica e personalizzabile. Qui quella memoria è reinterpretata in chiave moderna, con tecnologia Led e linee più tese, ma il messaggio resta chiaro: questa è la Vespa small frame dal carattere più sbarazzino. Il frontale resta quello classico Vespa, con lo scudo protettivo e il cravattino centrale, ma il trattamento dei dettagli è più deciso. Le finiture nere sostituiscono in parte le cromature più eleganti, mentre le grafiche e le colorazioni specifiche danno alla S un aspetto meno borghese e più metropolitano. Tra le novità della più recente evoluzione ci sono i cerchi da 12" con disegno aggiornato, la nuova griglia sul cofano laterale sinistro, il ritorno del gancio sotto il manubrio e una dotazione più moderna sul fronte pratico e tecnologico. Anche la sella è stata aggiornata nei materiali, con una conformazione che resta compatta, ma ben integrata nello stile generale. La capacità di carico non è quella di uno scooterone, perché il vano sottosella può accogliere vari oggetti, ma non sempre un casco integrale, e per l’uso quotidiano resta consigliabile il bauletto, accessorio poco puro dal punto di vista estetico, ma molto utile nella vita reale.
2 Il motore
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Il monocilindrico 125 appartiene alla famiglia i-get a quattro tempi, con distribuzione a tre valvole, raffreddato ad aria forzata, con iniezione elettronica e trasmissione automatica a variatore. La potenza è di 11 Cv a 7.750 giri, con una coppia massima di 10,7 Nm. Sono numeri coerenti con la categoria e con la filosofia del modello, perché questo scooter non è un 125 nato per cercare prestazioni assolute, ma per garantire regolarità, consumi contenuti e facilità di utilizzo. La risposta al gas è progressiva. Ai bassi regimi il motore privilegia la dolcezza, caratteristica utile nel traffico, nelle manovre lente e nelle ripartenze frequenti. Non ha lo scatto aggressivo di alcuni 125 più orientati alla prestazione, ma si fa apprezzare perché non mette mai in difficoltà. La trasmissione Cvt lavora in modo fluido, senza strappi evidenti, e consente di dimenticarsi completamente della meccanica. Si accelera, si frena, si riparte, e tutto avviene con quella naturalezza che ha sempre reso la Vespa uno scooter facile da usare anche per chi non ha grande esperienza. Fuori dalla città, il 125 mostra i limiti naturali della cilindrata. La velocità massima dichiarata è intorno ai 91 km/h, quindi sufficiente per tangenziali e brevi tratti extraurbani, ma non per affrontare con disinvoltura percorrenze veloci e prolungate. Il pregio maggiore resta l’efficienza, con consumi dichiarati nell’ordine dei 40 km/l, valore che nell’uso urbano ed extraurbano tranquillo permette percorrenze interessanti con il serbatoio da 8 litri.
3 La ciclistica
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Lo schema resta quello classico Vespa. Davanti c’è il monobraccio con molla elicoidale e ammortizzatore idraulico, dietro un monoammortizzatore con precarico regolabile. È una soluzione particolare, diversa da quella di molti scooter concorrenti, e contribuisce al feeling tipico della Vespa. Il comportamento è molto intuitivo, con un avantreno leggero ma preciso se si guida con fluidità. Le ruote da 12" sono un buon compromesso. Rispetto alle Vespa del passato, che utilizzavano ruote più piccole, offrono maggiore stabilità e una migliore capacità di assorbire le irregolarità, pur mantenendo quella maneggevolezza che è parte del carattere del modello. Non bisogna però aspettarsi il comfort di uno scooter a ruota alta o di una Gts, perché sulle buche secche, sul pavé e sui tombini la Sprint S non può filtrare completamente le asperità. Ciò non significa affatto che sia scomoda in senso assoluto, ma è compatta, e come tutte le compatte chiede un po’ di attenzione quando il fondo peggiora. Molto importante l’evoluzione dell’impianto frenante sulle versioni 125 e 150, con il passaggio al disco posteriore da 220 mm, abbinato al disco anteriore e all’Abs. La frenata diventa più potente e più modulabile. Non serve tanto per trasformare la Sprint S in uno scooter sportivo, quanto per aumentare il margine di sicurezza nell’uso quotidiano, che può proporre frenate improvvise nel traffico, pioggia, passeggero a bordo, discese o fondi non perfetti.
4 L’elettronica
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La Vespa Sprint S 125 non è uno scooter ipertecnologico nel senso più appariscente del termine, ed è giusto così. La sua elettronica è pensata per semplificare la vita, non per sovraccaricare l’esperienza di guida. Tra le novità più utili c’è il sistema keyless, presente già a partire dalla versione 50. Permette di avviare lo scooter senza inserire la chiave tradizionale, e consente anche l’apertura della sella. È una comodità che si apprezza soprattutto nell’uso quotidiano, quando si sale e si scende spesso, si indossano guanti e ci sono borse, casco, telefono e mille piccoli gesti da gestire. La strumentazione è digitale con display Lcd. È leggibile, ordinata, più moderna rispetto alla precedente impostazione mista, e fornisce le informazioni essenziali su viaggio e veicolo. Non è scenografica come un grande Tft, ma si integra bene con il carattere genereale. La piattaforma Vespa Mia, disponibile come accessorio, permette di collegare lo smartphone e gestire alcune funzioni come chiamate, messaggi, musica e navigazione a pittogrammi. È una soluzione utile, soprattutto per chi usa la Vespa tutti i giorni, ma non snatura il modello. La Sprint S resta uno scooter da guidare guardando la strada, non lo schermo. L’illuminazione full Led migliora visibilità e percezione di qualità. Il faro rettangolare non è solo un elemento nostalgico, perché con la tecnologia attuale garantisce una resa luminosa adeguata e un’impronta visiva molto riconoscibile. Anche da questo punto di vista, la Sprint S riesce a mescolare memoria e modernità senza porle in competizione tra loro.
5 La posizione di guida
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La posizione in sella è una delle ragioni per cui la Vespa continua a piacere. Si sale facilmente, ci si siede in posizione naturale, con busto eretto, braccia rilassate e pedana piatta, esattamente come nel celebre schizzo realizzato 80 anni fa da Corradino d'Ascanio, l'ingegnere che l'ha progettata. L’altezza sella di 790 mm non è bassissima in senso assoluto, ma la zona centrale stretta aiuta ad appoggiare bene i piedi a terra. Per chi non è molto alto, il peso contenuto e le dimensioni compatte rendono comunque la gestione nelle manovre semplice. La pedana piatta resta un vantaggio enorme nell’uso reale, perché permette di salire e scendere con facilità, offre spazio per appoggiare una piccola borsa e rende la Vespa più pratica di quanto la linea elegante lasci immaginare. Il gancio sotto il manubrio, tornato sulla nuova generazione, è uno di quei dettagli semplici che nell’uso quotidiano valgono più di tante soluzioni sofisticate. Il passeggero trova una sistemazione accettabile per tragitti brevi e medi. La sella non è enorme, le pedane sono integrate (non facilmente raggiungibili da passeggeri che non hanno gambe lunghe) e la potenza del 125 non può fare miracoli, ma per la città o una breve uscita fuori porta si viaggia senza problemi. Chi prevede un uso frequente in coppia, però, potrebbe trovare più adatta una Vespa Gts, più spaziosa e stabile.
6 Come va in città
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La città è il suo territorio naturale. Qui la Sprint S 125 mostra il meglio del proprio carattere, perché unisce dimensioni compatte, ottimo raggio di sterzata, buona visibilità e una risposta del motore facile da gestire. Nel traffico si infila con naturalezza, senza dare la sensazione di essere fragile o nervosa. La ruota da 12" e il passo corto permettono cambi di direzione rapidi, ma il comportamento non diventa mai eccessivamente ballerino se si guida con un minimo di fluidità. Alle basse velocità è uno scooter che mette subito a proprio agio. La frizione automatica attacca in modo progressivo, il motore sale di giri senza strappi e le ripartenze ai semafori sono pronte quanto basta per lasciare indietro il traffico automobilistico. Manca l’effetto fionda di alcuni scooter 125 più brillanti, ma c’è una continuità molto piacevole, che rende la guida rilassata anche quando il traffico è disordinato. Come detto sulle pavimentazioni cittadine più rovinate emergono i limiti della struttura compatta. Tombini, binari, pavé e buche profonde si sentono, soprattutto all’anteriore, e conviene prepararsi alle reazioni generate dalle asperità più secche. La Sprint S non ama essere strapazzata sullo sconnesso, ma risponde bene se la si guida con attenzione. La frenata, invece, è uno dei punti forti della nuova versione: il disco posteriore aggiunge progressività e potenza, mentre l’Abs offre un margine di sicurezza importante nelle frenate d’emergenza, quando un’auto svolta senza preavviso o un pedone sbuca all'improvviso fuori dalle strisce. Nel quotidiano si apprezzano anche i dettagli pratici, dal sistema keyless al gancio portaborse, dalla pedana piatta ai consumi contenuti. La protezione aerodinamica è minima, come è normale su una Vespa senza parabrezza, ma in città non è un problema. Anzi, la visuale libera e la posizione eretta contribuiscono a quella sensazione di controllo diretto che resta uno dei punti di forza del modello.
7 Come va su strade extraurbane
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Fuori città la Sprint S 125 cambia ruolo. Non è più la regina assoluta dell’ambiente, ma continua a muoversi bene se si accettano le logiche di un 125 compatto. Sulle strade extraurbane secondarie, quelle con velocità comprese tra 60 e 80 km/h, è piacevole, leggera e sufficientemente stabile. Il motore permette di mantenere un’andatura regolare, le vibrazioni restano contenute e la ciclistica dà fiducia nei curvoni affrontati senza forzare. Il meglio arriva sulle strade guidate, non troppo veloci, dove la Vespa può sfruttare agilità e rapidità di inserimento. Nei cambi di direzione è spontanea, quasi istintiva. L’impostazione non è sportiva nel senso motociclistico del termine, ma trasmette il piacere di una guida semplice, pulita, leggera. La scocca in acciaio contribuisce a una sensazione di compattezza che si percepisce soprattutto quando l’asfalto è buono e si procede con ritmo costante. Quando la strada si apre, però, il 125 mostra il proprio limite. I sorpassi vanno programmati, soprattutto se si viaggia in due o se c’è vento contrario. Dai 70 km/h in su la progressione diventa più lenta, e bisogna imparare a usare lo slancio. Non è un difetto specifico della Sprint S, ma una caratteristica naturale della cilindrata. La stabilità è buona per la categoria, ma la Vespa compatta resta alle scie dei veicoli più grandi. La Sprint S, insomma, accetta volentieri la gita fuori porta, purché non la si trasformi in una trasferta autostradale.
8 Come va in autostrada
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Con uno scooter 125, il capitolo autostrada va affrontato con realismo. Tecnicamente la cilindrata consente l’accesso ai maggiorenni, ma al di là dell’aspetto normativo resta il tema sostanziale: la Vespa Sprint S 125 non nasce per l’autostrada. Può affrontare brevi tratti veloci, tangenziali e raccordi, ma non è lì che dà il meglio. La velocità massima, intorno ai 91 km/h, lascia poco margine quando il traffico scorre rapido. Questo significa che ci si trova spesso nella corsia più lenta, con una capacità di sorpasso limitata e con la necessità di controllare molto bene ciò che accade intorno. La stabilità resta corretta finché l’asfalto è regolare e non ci sono forti turbolenze, ma la massa contenuta e la protezione aerodinamica ridotta rendono la guida più impegnativa rispetto a uno scooter di cilindrata superiore. Il motore, a quelle andature, lavora nella parte alta del proprio utilizzo. Non dà l’impressione di soffrire, ma non ha riserva. Salite, vento contrario, o passeggero si traducono in una perdita di velocità percepibile. La frenata, invece, conferma i progressi della nuova generazione. A velocità più elevate, il disco posteriore e l’Abs danno una maggiore sensazione di controllo rispetto alle Vespa compatte precedenti. Ma questo non cambia la natura della Sprint S 125, che è una Vespa urbana con licenza di evasione extraurbana, non una piccola GT.
Piace:
- Personalità: ci sono scooter 125 sono più capienti o meno costosi, ma pochi hanno una presenza così forte. La Sprint S non si limita a trasportare: comunica qualcosa.
- Facilità: si guida bene , anche se non si ha grande esperienza. È leggera nelle manovre, rapida nel traffico, progressiva nell’erogazione e ora più sicura in frenata.
Non piace:
- Passeggero: non ci sono pedane retrattili per la persona trasportata, i piedi si appoggiano sulla pedana. E se le gambe non sono lunghe non è sempre facile
- Prezzo: 5.500 euro sono una cifra importante per un 125 urbano, un investimento superiore a quello richiesto da molti concorrenti. Ma il prezzo dello stile, della costruzione in acciaio, del marchio e della tenuta di valore.
10 Scheda tecnica
Piaggio Vespa Sprint S 125
| Cilindrata | 124 cc |
| Raffreddamento | ad aria forzata |
| Potenza | 8,1 kW (11 Cv) a 7.750 giri |
| Coppia | 10,7 Nm a 6.250 giri |
| Cambio | automatico Cvt con variatore e frizione automatica centrifuga a secco |
| Telaio | scocca in lamiera d’acciaio con rinforzi strutturali saldati |
| Sospensione anteriore | monobraccio con molla elicoidale e monoammortizzatore idraulico |
| Sospensione posteriore | monoammortizzatore idraulico con molla elicoidale e precarico regolabile |
| Freno anteriore | a disco in acciaio |
| Freno posteriore | a disco in acciaio da 220 mm |
| Pneumatici | tubeless 110/70 - 12", 120/70 - 12" |
| Capacità serbatoio | 8 litri |
| Altezza sella | 790 mm |
| Prezzo | 5.550 euro |










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