"Varenne, très bien! Fermati e sorridi, Varenne". E Jannacci gli dedicò una canzone

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Il cantautore si emozionò e raccontò: "In due giorni ho composto la canzone: non è un cavallo, è un capolavoro!"

18 agosto 2026 (modifica alle 15:00) - MILANO

"Varenne, très bien Fermati un poco e sorridi, Varenne". Il ritornello della canzone dedicata al Capitano del trotto italiano e mondiale. Testi e musica di Enzo Jannacci. Un inno al trottatore più forte di sempre, nato da un'emozione fortissima, che coinvolse tutta l'Italia, anche quella che non aveva idea di cosa fosse un ippodromo.

"composta in due giorni"

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Jannacci raccontò: "In due giorni ho composto la canzone: Varenne non è un cavallo, è un capolavoro". La proposta arrivò dall'agenzia Saatchi & Saatchi per conto di Snai, da poco diventato comprorietario del cavallo. Jannacci non ci pensò un attimo, aveva il cuore pronto: proposta il mercoledì, venerdì mattina era tutto pronto. Insieme al figlio Paolo e la domenica dopo ecco che all'ippodromo di San Siro, che ora purtroppo non c'è più, il ritornello "Varenne, Varenne, Varenne, tres bien Varenne" era già diventato inno ufficiale dell'ippica italiana. Nel testo si dice "È arrivato dal cielo proprio come una tempesta, se lo vedi passare è come se fosse una festa". Jannacci ovviamente non si perse l'occasione e a San Siro ci andò. Tornandoci dopo tanto tempo, quando andava insieme a Beppe Viola. Per vedere l'effetto che faceva. Mischiandosi in mezzo a una folla che all'epoca nemmeno in tanti stadi italiani... "Mi sono emozionato come quando guardo il Milan, anzi di più perché questo vince sempre, il Milan è un po' altalenante, ma ci sono anche gli avversari".

il racconto di alain delon

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 Jannacci aveva scoperto Varenne attraverso la testimonianza di... Alain Delon. Che all'ippodromo ci andava e aveva assistito a un Varenne stratosferico all'Amérique sulla pista nera di Vincennes. La canzona intitolata "Varenne"? Potete scaricarala. E fare un viaggio nel passato. Quando l'ippica italiana dominava il mondo. Appena 20 anni fa.

La Gazzetta dello Sport

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