Resta alto il muro alzato dal centrodestra contro Roberto Vannacci. E preclude, per ora, la vista a un possibile accordo in vista delle Politiche. Che invece Carlo Calenda di Azione mette in conto: "La coalizione per vincere si alleerà con Vannacci. Lo farà all'ultimo minuto, per non creare problemi". Nel giorno in cui l'ex militare getta le fondamenta del suo partito, Futuro nazionale, nessuno fra leader ed esponenti di Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia apre uno spiraglio. Complice, probabilmente, lo schiaffo che la premier Giorgia Meloni ha dato all'ex leghista, giovedì alla Camera, per quel gioco sporco e a vantaggio della sinistra, che i vannacciani - ha denunciato la leader - stanno facendo votando contro la maggioranza.
Tiene il punto Antonio Tajani, chiamato in causa più volte da Vannacci nel suo show per la Costituente di FnV. Il segretario forzista sposa la linea della presidente del Consiglio: "Mi dispiace che Futuro nazionale abbia scelto di fare la quinta colonna della sinistra abbandonando il centrodestra in maniera molto chiara", dice a Cagliari. In ogni caso il vicepremier assicura: "Io non ho paura mai di nessuno. Gli altri facciano ciò che vogliono".
Per il ministro meloniano Francesco Lollobrigida, un avvicinamento a Vannacci "oggi non è all'ordine del giorno" perché rammenta: "Si è chiamato fuori votando la sfiducia al governo". Insomma la slealtà pesa: Vannacci sta facendo il suo lavoro insieme alle sinistre e questo ci convince poco", ribadisce il ministro.
Ancora più ostico Maurizio Lupi di Noi moderati: "Vannacci oggi è agli antipodi rispetto alla nostra visione: lui è il Polo sud, noi siamo il Polo nord", sintetizza il leader centrista.
Commenti tranchant e ovviamente più feroci tra i leghisti. Temendo forse aperture dell'ultim'ora, il numero due di Salvini al ministero dei Trasporti, Edoardo Rixi, ammette di essere "preoccupato, perché se il centrodestra dovesse prendere Vannacci, rischia nel 2028 di avere un problema politico interno". E ammonisce: "Chi tradisce una volta tendenzialmente tradisce sempre".
Gian Marco Centinaio, neocommissario della Lega nel Pavese dopo l'esclusione del Carroccio dal ballottaggio, non amplifica il pericolo Vannacci. Ma lo inquadra così: "Mi ricorda i grillini ai tempi del Vaffa day. Poi quando sono andati al governo hanno capito che governare è un'altra cosa".
Riccardo Magi di +Europa punta il dito contro "l'ennesimo fantoccio di Putin in Italia" come definisce Vannacci, e "pronto a svendere Kiev in nome di una pace che vorrebbe dire la resa dell'Ucraina".
L'ex premier Matteo Renzi mette in guardia il centrodestra a non sottovalutare il generale, che "prenderà voti di protesta contro un governo che non ha fatto niente". E chiede di evitare una discussione su Vannacci ("All'Italia non serve") affrontando invece temi come la space economy e la crescita".
Gli strali del generale non sono solo contro i leader politici, ma a finire nel mirino sono anche i media. Stringatissima, la replica di Sigfrido Ranucci, citato dall'ex parà nell'elenco dei giornalisti che fanno mala-informazione. Il conduttore di Report gli riserva solo un "benvenuto nella Casta'".
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