Vannacci: 'Io avanti come un treno'. E annuncia il candidato sindaco a Milano

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Dritto come un treno, come il suo partito che corre per "vincere", Roberto Vannacci accelera sul finale. Dopo un'ora di intervista nell'afa toscana nonostante i pini, sposta in avanti l'eventuale patto con il centrodestra: "Le alleanze le faremo eventualmente prima delle elezioni". E in extremis regala una chicca, svelando la sua carta per Milano. Il candidato di Futuro nazionale "è un collega e si chiama Carmelo Burgio". Racconta che è un paracadutista, un generale dei carabinieri con esperienza contro le mafie e negli appalti. Quindi garantisce: "Con lui Milano tornerà a essere la città della Madonnina e non dei maranza" perché "la città, con Burgio, sarà rivoltata come un calzino".

Carmelo Burgio

L'ex comandante della Folgore gioca in casa e dal parco della Versiliana, a 20 minuti dalla sua Viareggio, annuncia la prima mossa elettorale. Una corsa in solitaria, come promesso giorni fa alla Camera. A Marina di Pietrasanta davanti al palco del Caffè de La Versiliana, la platea è al completo. Parecchi restano i piedi tra i lecci e i pini, in prima fila ci sono il coordinatore nazionale di FnV Massimiliano Simoni e tutta la sua "sporca dozzina" ossia gli otto deputati futuristi. Accolto da Alessandro Sallusti che lo intervista, Vannacci sale sul palco in camicia bianca e, a sinistra, il ricamo delle ali tricolore che dominano il simbolo del suo partito. Appena seduto, liscia il pubblico dicendo che sono loro i suoi veri sondaggi.

Roberto Vannacci al Caffè de La Versiliana

"Altro che il partito dello 0 virgola", gongola guardandosi attorno perchè "se do retta ai sondaggi, stiamo andando avanti come treni". E a Sallusti che evoca il confronto con i 5 Stelle della prima ora, taglia corto: "Neanche loro in pochi mesi sono arrivati al 7 e passa per cento. La derivata della curva è veramente verticale". Per metà del tempo il leader futurista va spedito, a volte anticipando le domande altre ripetendo i cavalli di battaglia: dalla chiusura delle frontiere su cui prende l'applauso più forte, al femminicidio, fino alla lotta a sprechi e sussidi promettendo "un'Italia in cui siano tutti proprietari e tutti ricchi e lo Stato non è più terzo incomodo". Parole che suscitano il paragone con Berlusconi e a Sallusti che glielo fa notare, Vannacci risponde: "Lo prendo come un complimento".

Ma non mancano i paletti anche rispetto a eventuali alleati: "Prendo un impegno: io non cambio, Futuro nazionale non cambia rotta e le nostre linee rosse rimangono quelle, costi quel costi e vada come vada", proclama. Quindi affila la lama contro la premier: "Se la Meloni è pronta a perdere le elezioni, io sono pronto a vincerle, da solo o in compagnia". E in vista di un accordo con Fratelli d'Italia o il resto del centrodestra si limita a dire: "Non sono io quello che decide o meno se partecipare". Il cerino, insiste, è nelle mani di chi, "probabilmente avendo paura di Futuro Nazionale, cerca di settare condizioni diverse dalla realtà". Ribadisce la sua battaglia per le preferenze e contro quelle che definisce "farlocche", come previste dalla maggioranza e poi bocciate alla Camera grazie ai franchi tiratori. E in vista delle elezioni mette in chiaro anche ai suoi: "Le liste del mio partito le faccio io, ma ciascuno i voti se li deve andare a cercare con le preferenze". Infine attacca la sinistra che bolla come quella che "vuole attraversare il deserto con il triciclo".
   

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