Un solo auricolare o due, con o senza cancellazione del rumore: il Codice della Strada traccia un confine netto tra uso legale e multa fino a 1.000 euro, con la sospensione della patente già alla prima infrazione. Le stesse norme riguardano anche le moto
Rispondere al telefono senza staccare le mani dal volante sembra la soluzione più sicura per chi guida, ma la linea che separa un comportamento lecito da un'infrazione punita fino a 1.000 euro e con la sospensione della patente è più sottile di quanto si pensi. Il Codice della strada, dopo la riforma introdotta dalla legge 177/2024, ha inasprito le regole sull'uso di cuffie e auricolari alla guida, senza però eliminare le zone grigie che dividono un solo auricolare da due, o un dispositivo a cancellazione del rumore da uno che lascia filtrare i suoni esterni. Quali sono, allora, i casi in cui indossare gli auricolari resta un'infrazione e quali quelli in cui la legge lo consente?
i divieti
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L'articolo 173, comma 2 del Codice della strada vieta al conducente di usare cuffie sonore durante la marcia, un divieto che si estende a qualunque dispositivo copra entrambe le orecchie isolando dai rumori esterni. Rientrano in questa categoria le cuffie over-ear così come gli auricolari bluetooth o via cavo indossati in coppia, specialmente quelli dotati di cancellazione attiva del rumore, che per loro natura riducono la percezione di clacson, sirene e rumori del traffico. La norma non introduce distinzioni esplicite tra auricolari con o senza funzione trasparenza, cioè quella modalità che lascia passare i suoni ambientali pur mantenendo entrambi i dispositivi inseriti: il testo si limita a richiedere che il conducente conservi "adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie", una formula che nella prassi viene interpretata in senso restrittivo, sanzionando comunque chi indossa due auricolari anche se tecnicamente non insonorizzanti. Chi viene sorpreso in violazione rischia, alla prima infrazione, una multa da 250 a 1.000 euro e la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi, sanzione che scatta come sospensione breve immediata da parte degli agenti se il conducente ha meno di 20 punti sulla patente. In caso di recidiva nel biennio la multa sale a una cifra tra 350 e 1.400 euro e la sospensione arriva fino a tre mesi. Restano esclusi dal divieto i conducenti delle forze armate e dei corpi di polizia in servizio, oltre a chi utilizza apparecchi acustici per finalità mediche, disciplinati invece dal comma 1 dello stesso articolo 173.
cosa si può fare
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La strada resta aperta all'uso di un singolo auricolare, tenuto a volume moderato e lasciando l'altro orecchio libero di percepire i suoni della circolazione, così come ai sistemi vivavoce integrati nell'abitacolo o comandabili a voce. La condizione posta dal comma 2 dell'articolo 173 è che il dispositivo non richieda l'uso delle mani per funzionare, principio che vale anche per gli assistenti vocali e i comandi al volante. Le stesse regole valgono anche per le due ruote: il Codice non distingue tra automobilisti e motociclisti, e per chi va in moto la soluzione più sicura resta il casco dotato di interfono Bluetooth, che permette di comunicare o ascoltare musica senza dover ricorrere ad auricolari veri e propri inseriti nell'orecchio. Qui si inserisce però l'avvertimento più importante, quello che riguarda il cellulare in sé: anche chi usa gli auricolari nel modo corretto non è autorizzato a maneggiare lo smartphone durante la marcia, digitare un messaggio o consultare lo schermo, comportamenti che ricadono comunque nel divieto generale di allontanare le mani dal volante previsto dallo stesso comma 2 e puniti con le medesime sanzioni. In altre parole, l'auricolare a norma risolve solo il problema dell'ascolto, non quello del contatto fisico con il telefono, che va sempre tenuto lontano dalle mani durante la guida, pena la stessa multa fino a 1.000 euro e la sospensione della patente.









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