Usa-Belgio, ma quale Balogun... prima c'è la guerra dei waffle!

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In Nord Europa è nata la ricetta che per gli americani è diventata un classico della prima colazione. Waffle o gaufre, chi vincerà

Usa-Belgio è ormai un incendio che brucia dopo il caso Balogun, e pensare che le tensioni tra questi Paesi, di taglia incomparabile, fino a prima della squalifica revocata si concentravano soltanto a tavola. C’è un’altra battaglia, molto più leggera ma altrettanto identitaria, che si combatte da decenni tra statunitensi e belgi: chi tra di loro avrà mai il primato del… waffle? È uno dei simboli gastronomici più celebri al mondo, un dolce a cialda croccante fuori e morbido dentro, cotto su doppie piastre roventi che danno l’immancabile forma a grata. È di origine nordeuropea, deriva dalla cosiddetta gaufre belga, ma nel tempo se lo sono intestati gli americani per le loro abbondanti colazioni. Ed è qui che casca l’asino. 

la sfida dolce

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Per i belgi il waffle è tradizione nazionale, orgoglio nazionale come le classiche del ciclismo. Anzi, di tradizioni, plurale, perché ne esistono almeno due che convivono e si fanno concorrenza da oltre un secolo. Il gaufre de Bruxelles, nato nella capitale, è rettangolare, leggero, preparato con un impasto lievitato e servito generalmente con una semplice spolverata di zucchero a velo. Più ricco e popolare, invece, il gaufre de Liège, originario della Vallonia: è di taglia più piccola, un po’ irregolare, realizzato con un impasto simile alla brioche e soprattutto con zucchero perlato, che durante la cottura si caramella formando quella crosticina dolce. Insomma, in Belgio è derby acceso, ma le due città si schierano compatte patriotticamente quando c’è da contrastare la deriva americana. Negli Stati Uniti il waffle ha infatti preso una strada completamente diversa: se la ricetta di base deriva da quella belga, l'impasto contiene spesso più burro e agenti lievitanti chimici. Ma, soprattutto, cambia il modo di consumarlo: non è uno snack da passeggio come in Belgio, ma uno dei protagonisti dell’american brunch. Burro fuso, sciroppo d'acero, panna montata, frutta fresca, bacon, pollo fritto o perfino gelato: più che un dolce, può diventare una bomba a orologeria. 

senza pace

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L’oceano è stato varcato nel 1964, durante l'Esposizione Universale di New York. Due imprenditori belgi presentano al pubblico americano i loro "Bel-Gem Waffles", evitando perfino la parola "Brussels", poco conosciuta dal grande pubblico. È un successo enorme: gli americani scoprono un prodotto destinato a diventare un classico della loro cucina domestica. Da quel momento il waffle entra nei diner, nelle catene di ristorazione e nelle colazioni di milioni di famiglie, fino a diventare un simbolo della cultura pop americana. Inevitabile, quindi, la piccola "guerra" gastronomica: molti belgi accusano gli Stati Uniti di aver trasformato un prodotto elegante e relativamente semplice in un dessert eccessivo, coperto da strati di condimenti che ne cancellano il sapore originale. Gli americani, invece, sono fieri di aver reinventato una tradizione europea, come è successo con tanti altri piatti. La discussione torna puntualmente sui social: per i puristi il vero waffle non ha bisogno di nulla oltre allo zucchero, per gli americani la fantasia è parte dell'esperienza. Su cosa vanno d’accordo? Mangiarlo è un rito conviviale, sa di festa o famiglia. Per questo, a occhio, è difficile che a fine partita Rudi Garcia e Mauricio Pochettino, un francese e un argentino, si mettano a tavola spensierati. 

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