A Nuova Delhi, in occasione del 16esimo vertice Ue-India, la seconda e la quinta economia mondiale hanno sottoscritto un accordo sul libero scambio. Prevista la progressiva eliminazione dei dazi sulle auto (scesi al 35%), sull'olio e sui vini europei, con un risparmio di 4 milioni l'anno. "Apriamo un mercato straordinario per scambi senza barriere" le parole di Von der Leyen
Sono terminati ufficialmente nella giornata di martedì 27 gennaio 2026 i negoziati fra l'Unione Europea e l'India per il più grande accordo di libero scambio mai concluso da entrambe le parti. Un'intesa storica, sottoscritta in occasione del 16esimo vertice Ue-India di Nuova Delhi, dopo oltre vent'anni di negoziati, con l'obiettivo di rafforzare le relazioni e legami economici e politici fra la seconda e dalla quinta economia mondiale. In particolare, alla base della stretta di mano fra Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, António Costa, presidente del Consiglio europeo, e Narendra Modi, primo ministro dell'India, c'è una progressiva eliminazione o riduzione di dazi e tariffe del 96,6% dei beni provenienti da Bruxelles (e prodotti in uno dei 27 stati membri), con la previsione di un risparmio di 4 miliardi di euro all'anno e con il conseguente incremento delle esportazioni sull'asse con Nuova Delhi. "In un mondo sempre più instabile, l'Europa sceglie la cooperazione e i partenariati strategici - ha dichiarato Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, a margine della firma -. Oggi abbiamo firmato l'accordo di libero scambio Ue-India, la madre di tutti gli accordi commerciali. Apriamo un mercato straordinario per scambi senza barriere, investimenti e una drastica riduzione dei dazi per due miliardi di persone. E il nostro partenariato su sicurezza e difesa aumenterà la nostra resilienza contro ogni tipo di minaccia. Oggi andiamo avanti insieme, impegnati in un partenariato davvero trasformativo".
auto, la situazione sul mercato indiano e i dazi
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In seguito allo storico sorpasso sul Giappone, l'India è diventata il terzo mercato mondiale dell'auto (dopo gli Stati Uniti e la Cina), con 4,4 milioni di vetture vendute ogni anno e una crescita attesa fino a 6 milioni di unità entro il 2030. Attualmente il punto di riferimento fra i costruttori è rappresentato da Maruti Suzuki India, con una quota superiore al 40%, seguito da Hyundai e dai locali Mahindra e Tata. Secondo i dati diffusi nel corso del 2025 dalla Society of Indian Automobile Manufacturers (Siam), le case automobilistiche europee si attestano complessivamente appena al di sotto del 3%. L'obiettivo di crescita non può che passare dalla progressiva riduzione dei dazi applicati sulle vetture provenienti da Bruxelles. "Saranno ridotti dal 110 al 10% nell'arco di dieci anni - ha affermato Maros Sefcovic, commissario Ue al Commercio, nel corso di un'intervista all'Ansa -, con una riduzione immediata al 35%, e sarà prevista una quota di 250mila auto (160mila con motore a combustione interna e 90mila per veicoli elettrici) per le esportazioni. "L'Associazione dei costruttori europei di automobili accoglie con favore la conclusione dei negoziati per un accordo di libero scambio tra l'Unione europea e l'India - afferma l'Acea - [...] L'accordo aiuterà notevolmente le esportazioni europee di automobili a entrare in un mercato di 4 milioni di autovetture, finora protetto da dazi d'importazione proibitivamente alti, fino al 110%. L'accordo comporta però importanti restrizioni, come limiti di quota e dazi residui, che ne ridurranno in parte i benefici potenziali. Tuttavia, una valutazione completa dei termini dettagliati dell'accordo inizierà una volta che i testi saranno pubblicati nelle prossime settimane". Sul medio termine, inoltre, si prevede una completa liberalizzazione del settore dei ricambi (con abolizione completa dopo cinque-dieci anni) e, nel contempo, una quota aggiuntiva di 75mila unità per il comparto dei Ckd, le auto che vengono divise in parti (mediante kit), assemblate in India e destinate al mercato locale, a fronte di una tariffa supplementare che scende dal 16,5% all'8,25%.
dazi ridotti su olio e vini
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L'accordo di libero scambio sottoscritto dall'Unione Europea e dall'India è di ampio respiro e riguarda diversi settori. Nel dettaglio, sul fronte alimentare si registra un calo dei dazi dal 150 al 20% sui vini di alto valore e dal 110 al 40% per i liquori e la birra dal 110% al 40%. Si va verso l'azzeramento delle tariffe anche sulle esportazioni di prodotti agroalimentari, come l'olio d'oliva (dal 45%) e sugli alimenti trasformati (dal 50%) come cioccolato, dolciumi, pane e pasta. Nel sottolineare la propria soddisfazione per il risultato raggiunto, a Bruxelles si sottolinea come i settori agricoli europei sensibili saranno pienamente protetti, poiché prodotti come carne di manzo, carne di pollo, riso e zucchero sono esclusi dalla liberalizzazione. Saranno, inoltre, in gran parte eliminati i dazi che arrivano fino al 44% sui macchinari, al 22% sui prodotti chimici e all'11% sui prodotti farmaceutici.











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