La premier mette sul tavolo quello che per l'Italia è uno dei dossier più concreti in vista dei mesi freddi: l'assistenza energetica a Kiev
Volodymyr Zelensky - Ipa/Fotogramma
24 agosto 2026 | 23.10
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"L'inverno sta arrivando". A Kiev non è una profezia da "Game of Thrones", ma una scadenza che torna a pesare sui piani degli alleati dell'Ucraina. Nel giorno del 35esimo anniversario dell'indipendenza dall'Urss, Volodymyr Zelensky ha accolto nella capitale una parte dei leader della Coalizione dei Volenterosi: in prima fila il premier britannico Andy Burnham, al suo primo viaggio all'estero da capo del governo, e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, insieme alla presidente della Moldavia Maia Sandu, al premier lussemburghese Luc Frieden e al presidente estone Alar Karis. Francia e Germania, con Emmanuel Macron e Friedrich Merz, hanno partecipato invece da remoto.
E da remoto, collegata da Palazzo Chigi, c'era anche Giorgia Meloni. Una presenza a distanza che non ha impedito alla premier di mettere sul tavolo quello che per l'Italia è uno dei dossier più concreti in vista dei mesi freddi: l'assistenza energetica a Kiev. Nel corso della riunione dei leader, Meloni ha infatti "confermato l'impegno italiano sul fronte umanitario in vista della stagione invernale", annunciando che questo impegno "proseguirà con l'invio di ulteriori generatori destinati in particolare a sostenere la resilienza della popolazione ucraina e a garantire la tenuta della rete energetica".
Gli alleati sono arrivati nella capitale mentre l'Ucraina chiede un rafforzamento urgente della difesa aerea e si prepara a fronteggiare nuovi attacchi russi contro le sue infrastrutture. La dichiarazione congiunta della Coalizione sottolinea proprio "l'urgenza di fornire assistenza immediata al settore energetico ucraino in vista dell'inverno", anche attraverso il fondo di sostegno energetico e la fornitura di attrezzature specialistiche. La premier ha rinnovato a Zelensky e al popolo ucraino "le più sentite congratulazioni a nome del Governo italiano" per l'anniversario dell'indipendenza, ribadendo "il fermo sostegno dell'Italia alla sovranità, all'integrità territoriale e all’indipendenza dell'Ucraina". E ha espresso "profonda vicinanza per le sofferenze causate dai continui attacchi russi contro le infrastrutture civili".
Sul tavolo dei Volenterosi anche la pressione su Mosca. I leader hanno concordato sulla necessità di "rafforzare l'efficacia del regime sanzionatorio e contrastare ogni tentativo di elusione", con l'obiettivo di "indebolire ulteriormente la macchina bellica di Mosca". E hanno ribadito la volontà di continuare a preparare la forza multinazionale destinata all'Ucraina, che potrebbe essere dispiegata una volta raggiunto un cessate il fuoco credibile, nell'ambito delle future garanzie di sicurezza. Infine, il negoziato. Meloni ha riaffermato "la determinazione dell'Italia a operare al fianco dei partner internazionali per favorire un percorso negoziale verso una pace giusta e duratura". È la stessa linea che attraversa la dichiarazione dei Volenterosi: sostegno a Kiev, pressione sulla Russia e disponibilità a un percorso verso la pace, senza arretrare sul principio della sovranità ucraina.
L'assistenza militare è un altro dei dossier caldi sul tavolo della Coalizione. Secondo indiscrezioni, tra gli aiuti che l'Italia potrebbe fornire a Kiev potrebbero rientrare anche mezzi destinati alla difesa antiaerea. Ma, secondo quanto apprende l'Adnkronos da fonti italiane, nel corso della call Meloni si sarebbe soffermata esclusivamente sulle forniture energetiche. "Noi continuiamo a sostenere la popolazione civile con l’invio di generatori in vista dell’inverno. La difesa anti-aerea? La funzionalità di ospedali e scuole è altrettanto importante. Nella videoconferenza di oggi abbiamo annunciato nuovi aiuti sul fronte energetico. Sono generatori elettrici di varia potenza a seconda delle necessità", riferiscono le stesse fonti.
A Kiev, intanto, il premier britannico Andy Burnham ha lanciato agli alleati un appello ad "attingere alle proprie scorte" di armamenti per fornire all'Ucraina più intercettori Patriot e proteggere la popolazione dagli attacchi russi. "L'Ucraina ha bisogno di maggiore aiuto per proteggere la sua popolazione proprio ora", ha detto Burnham, spiegando che la Coalizione "sta facendo tutto il possibile e sta lavorando con gli alleati che ne fanno parte e con quelli esterni per mettere a disposizione le proprie scorte e incoraggiare altri Paesi a fare altrettanto".
Londra ha poi annunciato un ulteriore passo nel rafforzamento delle capacità militari ucraine. Burnham ha formalizzato la condivisione con Kiev della tecnologia necessaria per la fabbricazione dei missili da crociera Storm Shadow. "La Gran Bretagna è stata la prima a fornire all'Ucraina armi a lungo raggio nel 2023. Ora Volodymyr ci ha chiesto di condividere la nostra tecnologia Storm Shadow affinché l'Ucraina possa sviluppare autonomamente questa capacità. Sono lieto di confermare oggi di aver approvato tale richiesta", ha dichiarato il premier britannico.
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