Francesco Palma
12 marzo - 13:13 - MILANO
L'elevato tasso di mortalità è legato soprattutto alla difficoltà nel diagnosticarlo, ma stanno nascendo sempre più nuovi protocolli di cura
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Tumore al pancreas: perché è così letale?
Il tumore al pancreas si conferma uno dei tipi di cancro più aggressivi e mortali esistenti. La sua letalità è legata soprattutto alla difficoltà della diagnosi. Nei primi stadi, infatti, il tumore al pancreas è quasi del tutto silente, e i sintomi compaiono soltanto durante gli stadi più avanzati della malattia, rendendo complicatissime le cure. Il tasso di sopravvivenza a cinque anni è infatti bassissimo: circa il 13% complessivamente, anche se varia molto a seconda dello stadio in cui la malattia viene diagnosticata. In particolare l’adenocarcinoma duttale pancreatico (la forma più comune) è caratterizzato da una forte aggressività e dalla tendenza a diffondersi soprattutto al fegato, al peritoneo e ai polmoni, e quando viene scoperto spesso è troppo tardi: anche tumori di piccole dimensioni possono diffondersi velocemente nell’organismo. Negli ultimi anni il tumore al pancreas è diventato noto soprattutto perché ha colpito tanti personaggi importanti, da Gianluca Vialli a Sven Goran Eriksson, fino alla conduttrice tv e autrice Enrica Bonaccorti, scomparsa proprio a causa di questa malattia. In passato, anche Luciano Pavarotti e Steve Jobs erano stati colpiti dalla malattia.
Vediamo allora quali sono i sintomi iniziali e le cure scoperte di recente.
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