Trump ancora all'attacco di Meloni, l'analisi: "E' prova del risentimento verso gli alleati Nato"

1 ora fa 3

Il nuovo attacco del presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni finisce anche al centro di un'analisi del 'Financial Times'. E secondo il quotidiano britannico, l'ultima stoccata del tycoon "mette in luce il suo persistente risentimento nei confronti della premier e di altri alleati della Nato per la loro riluttanza a consentire che le basi militari statunitensi in Europa venissero utilizzate per la campagna di bombardamenti statunitense-israeliana contro l'Iran".

Questo nuovo attacco - con Trump che sul social 'Truth' ha postato un meme con la presidente del Consiglio che lo guarda, il tutto è accompagnato dalla didascalia 'serve un ordine restrittivo' - scrive il quotidiano economico britannico "non è di buon augurio in vista del vertice Nato di questa settimana ad Ankara che si svolge in mezzo ai timori per un caotico ritiro delle forze statunitensi dall'Europa".

Dallo scontro dello scorso mese tra Trump e Meloni, dopo il vertice del G7 di Evian in Francia, "l’imprenditore miliardario Tilman Fertitta, amico di Trump e ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, e il governo italiano hanno cercato di riportare la calma. Fertitta ha ribadito che le relazioni tra Italia e Stati Uniti rimangono 'eccellenti', descrivendo il battibecco come un semplice 'disaccordo' tra amici. Meloni ha chiarito ai suoi collaboratori di non volere che lo scontro compromettesse il rapporto con il più importante alleato di Roma", ricorda infine l'Ft.

La reazione italiana

Sul fronte italiano, intanto, getta acqua sul fuoco il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che parla di "nessuna reazione" del governo. "La cosa fondamentale - spiega - è mantenere i rapporti con un alleato storico come gli Stati Uniti, i rapporti sono tra Stati, le persone passano e i rapporti invece devono rimanere. L'importante è mantenere unita l'Alleanza atlantica e l'Occidente".

"Sono dichiarazioni che si commentano da sole", afferma dal canto suo il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Sky Tg24. "Noi fin dall'inizio abbiamo detto che non avremmo risposto a dichiarazioni di questo tipo, quindi andiamo avanti e siamo convinti che le relazioni transatlantiche vadano ben al di là delle singole dichiarazioni", prosegue il vicepremier aggiungendo: "Noi siamo amici degli Stati Uniti, che sono un partner strategico. Sono la parte dell'Occidente più importante insieme all'Europa, quindi a noi questo interessa. Le relazioni con gli Stati Uniti sono fondamentali da tutti i punti di vista: commerciali, politici, strategici. Siamo stati alleati negli Stati Uniti con Obama, con Clinton, con Bush, con Reagan, con Biden. Il problema per noi non esiste, quindi andiamo avanti, procediamo sulle relazioni politiche molto importanti".

"Io credo che dobbiamo puntare al fatto che, come si è visto, i rapporti con gli Stati Uniti sono dei rapporti incrollabili e non vengono messi in discussione neanche da queste fibrillazioni delle quali ancora non è chiara la natura", fa eco il ministro del'Interno Matteo Piantedosi .

“Solidarietà e vicinanza al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per l’incomprensibile attacco del presidente Donald Trump”, dichiara Ignazio La Russa, presidente del Senato della Repubblica.

"Sono stata la prima a dire che gli attacchi di Trump sono assolutamente inaccettabili, saremo avversari nella politica ma siamo tutti italiani e non possiamo accettare attacchi, minacce o insulti da parte di capi di governo stranieri", il commento di Elly Schlein a Live in su SkyTg24. "Ma non è tanto il rapporto con Trump, avevano promesso di fare da ponte ma sotto gli attacchi del presidente americano il ponte è crollato, questo governo non è riuscito fino in fondo a scegliere l'Europa", ha aggiunto la segretaria del Pd.

"Ci sono due piani" per gli attacchi di Trump a Meloni. "Quello immediato è di trovare tutti uniti a respingere gli attacchi di Trump, di qualsiasi leader, capo di Stato straniero, contro la nostra massima autorità di governo. Questo è inaccettabile perché attacca l'Italia in questo modo e con queste modalità assolutamente non possiamo accettare", dice il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, a Sky Live in. "Però - aggiunge - dobbiamo chiederci come sia arrivati fino a qui, con Meloni che è stata una fan della sua ideologia Maga, della sua dottrina, delle sue azioni illegali, poi a un certo punto ha sottoscritto anche degli impegni per quanto riguarda l'acquisto di armi americane, il 5% del Pnl da incrementare per le spese militari in sede Nato, impegni insostenibili per l'Italia. Si sapeva che i nodi sarebbero venuti al pettine e stanno venendo".

"Trump è un ignobile bullo da quattro soldi. Piena solidarietà alla Presidente del Consiglio", ha scritto su X il segretario di Azione Carlo Calenda, commentando il meme postato dal presidente degli Stati Uniti.

"Dopo le frasi infami di Trump, Meloni si svegli e capisca che l'intresse dell'Italia è stare con l'Europa e non inseguire i Maga", le parole di Matteo Renzi su SkyTg24. "Io sono all'opposizione di Giorgia Meloni ma quando Trump attacca Meloni sto dalla parte di Meloni e dell'Italia. Questo è un modo serio di stare all'opposizione. Non come Giorgia Meloni, che 10 anni fa disse che tra Putin e Renzi avrebbe preferio Putin, sovranisti alle vongole. Noi difendiamo Meloni e l'Italia, dobbiamo difendere gli Stati Uniti d'Europa non fare la cheerleader del presidente americano", ha detto Renzi.

Trump vs Meloni, i precedenti

Gli attacchi di Trump sono partiti il 19 giugno con le dichiarazioni in un'intervista a La7. Il presidente americano ha sostenuto che la premier lo avesse "implorato" per una foto al G7 di Evian e successivamente, a Nbcnews, l'ha accusata di essere stata "assente sullo Stretto di Hormuz. Era una mia fan, ma non la voglio più". Meloni ha replicato subito sui social, bollando come "totalmente inventate" le frasi sullo scatto al G7 e dicendosi "allibita" per l’atteggiamento del leader americano nei confronti degli alleati.

Il secondo episodio è andato in scena il 20 giugno. Trump ha sostenuto che la premier “sta andando male in Italia, forse perché ha lasciato gli Stati Uniti, un Paese che ama e protegge davvero l’Italia, quando si è trattato di negare all'Iran di ottenere o sviluppare un’arma nucleare". Meloni ha replicato definendo "insensati" i continui attacchi del numero 1 della Casa Bianca, ricordando che la sua popolarità "dipende dalla capacità di difendere l’interesse nazionale" e che l’uso delle basi militari è regolato da accordi che l’Italia "non viola". La presidente del Consiglio ha chiuso evidenziando che non sarebbe più tornata sul tema perché crede "nell’unità dell’Occidente" e ritiene che questo scontro "non sia all’altezza del nostro compito".

Trump, però, non si è fermato. "L'Italia si è comportata molto male", ha ribadito rispondendo alle domande dei cronisti nello Studio Ovale. Domenica scorsa, quindi, il nuovo post.

Leggi anche

Leggi l’intero articolo