(di Chiara Venuto)
Trent'anni di carriera lavorando per
il "maestro Valentino". Sono quelli vissuti da Lucia, sarta che
ha lavorato per il grande stilista dal 1976 al '96. Alla camera
ardente allestita da Pm23 per il suo ex capo, è pronta a
omaggiarlo e ricordarlo. Anche se con la voce rotta
dall'emozione: "Non so se ce la faccio", ammette.
"Era un grande maestro, lui è stato sempre gentile con noi -
dice quasi piangendo -. Era doveroso essere qui. Quando andavamo
in prova eravamo sempre timorosi perché lui era molto rigoroso,
più che altro per come presentavamo. Perché noi prima
presentavamo le tele di un abito e poi, dopo, si passava sui
tessuti. Ed era emozionante". Un ricordo in particolare di
quegli anni? "Quando noi entravamo nel suo salone, i suoi occhi
aprivano perché lui già immaginava ciò che noi avremmo dovuto
fare".
"Con le mie amiche, con le mie colleghe facevamo gli abiti da
sposa. Anzi, gli abiti da sera - spiega -. Lui ci diceva sempre:
'Non esiste l'abito da sposa, esiste l'abito da sera che poi
viene fatto da sposa'". Quelli sono stati momenti in cui "mi ha
insegnato molto - prosegue - tantissimo, tant'è vero che poi ho
anche lavorato da altre parti e mi hanno preso a braccia aperte.
Perché qui è stata una vera e propria scuola… Sono entrata che
avevo 21 anni ed è stata una scuola incredibile". Nel flusso di
ricordi ripensa poi che "c'era sua sorella, la signora Wanda,
che era eccezionale".
E a chi sostiene che Garavani avesse un carattere un po'
duro, la sarta ribatte che "non è vero, assolutamente". Era una
maschera. "Nascondeva la sua timidezza e appunto faceva vedere
che era burbero. Ma non era burbero. Burbero era Giammetti",
conclude accennando un sorriso.
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1 giorno fa
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