Sorrisi, autografi e il carisma di sempre: Giovanni Trapattoni nel giorno del suo ottantasettesimo compleanno si concede ai tifosi con naturalezza e ironia
È sbucato fuori all’improvviso, con il sorriso furbo di sempre, come un bambino che esce dal nascondiglio per fare “tana libera tutti”. Ma quello è il Trap! Chi se lo aspettava... È da anni che lo intuiamo dietro a un muro spesso di riservatezza, come Mina, come Celentano, altri miti popolari, amatissimi. Ieri, nel giorno del suo 87° compleanno, Giovanni Trapattoni si è concesso ad alcuni ragazzi che gli hanno fatto firmare dei memorabilia in strada.
Che bello rivedere il Trap così in forma... Con il cappellino, le scarpe con la suola bianca, la solita luce infantile negli occhi, le ginocchia leggermente piegate, come deve sempre avere un marcatore pronto a rincorrere o anticipare Pelé. Un regalo di compleanno? Prendiamo il vocabolario del calcio e stracciamo via l’aggettivo “trapattoniano” che significa “difensivista”. Trapattoniano a chi? Al confronto di certi profeti moderni del blocco basso, il Giuan era un pirata. Platini dietro a Bettega e Rossi; Tardelli e Boniek ad aggredire l’area; Gentile, Cabrini e Scirea a spingere da dietro. Trovatemi oggi una squadra più offensiva della sua Juve. Filosofo del buon senso, pochi paroloni in covercianese, gli bastava un fischio.
A proposito, Cusano Milanino è a 14 chilometri da Lissone: Giuan, vai a insegnare come si fischia a quelli lì... Il Trap ha attaccato anche nella vita, con uno spirito da studente interrail, zaino in spalla. Ha allenato in Germania, Austria, Portogallo, Irlanda. Da quelle terre ieri sono piovute cascate di auguri, belli come fiori. “Tanti auguri, Maestro”, ha postato ieri il Bayern Monaco. Te lo ricordi Berti? E Strunz? Auguri, caro Trap.









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